Dolomiti di Brenta Trail – Servizio Scopa

Avete mai scopato??
Non siate maliziosi, sapete di cosa parlo…
Fare la scopa ad una gara è un esperienza che potrei consigliare, ma non a tutti.
Ci vuole innanzitutto un buon allenamento, un infinita pazienza, una giusta dose di determinazione e attitudine al dialogo multilingua, sopratutto se si tratta di un trail internazionale, che si svolge in uno degli angoli più belli del Trentino e riconosciuto come Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO, le Dolomiti di Brenta.

La gara, ovviamente, si chiama “Dolomiti di Brenta Trail” ed è organizzata da Trentino Trail Running con il supporto di associazioni di volontariato, ma anche dal corpo dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Alpino e dei volontari della Croce Bianca Paganella.
Questo è il terzo anno, ufficialmente il secondo di gara, in quanto l’edizione 0 come in quasi tutti i trail (e aggiungo nei trail SERI), viene dedicata alla conoscenza del percorso e al “collaudo” dei cancelli oltre che a collaudare e testa la macchina organizzativa.

Dopo aver partecipato con estremo entusiasmo alle prime due edizioni percorrendo il percorso lungo, quest’anno decido di passare dall’altra parte della barricata.
Nel 2016 sono partito con il numero 1 gentilmente “regalatomi” dai ragazzi del TTR, che ho con orgoglio portato fino al traguardo, l’anno prima all’edizione autogestita, arrivai al buio in penultima posizione, ma in lacrime per la soddisfazione che provai per aver completato il mio primo vero Ultratrail con distanze e dislivelli che per me erano quasi impensabili fino a qualche anno prima…


 

Il 3 agosto mi scrive Alberto, pensare che loro sono già al lavoro da un bel pò per l’organizzazione di questo evento mi fa capire quanto sia difficile, impegnativo e stressante…
ciao Alan! segnato come volontario DBT ok? Apripista o scopa indifferente, sto raccogliendo adesioni e combinando le persone
Ok Alberto, ti lascio la mia mail per tutti i dettagli“.

Verso fine mese mi arriva una mail lunghissima con spiegati tutti i dettagli di tutta la gara:
– mappa, roadbook,  cancelli orari, partenze lunga, partenze corta, partenze apripista sul percorso lungo e sul percorso corto, materiale da integrare nel caso in cui qualche buon tempone tolga le balise e tantissime altre informazioni.

Penso di fare la scopa, non ho mai fatto il sentiero che passa da Malga Spora e sale al Passo della Gaiarda, quindi me lo voglio vedere, poi quest’anno non sono molto allenato, fare la lunga significherebbe non riuscire a garantire un servizio completo e sicuro e per me una insignificante sofferenza.
Qualche giorno prima le previsioni meteo prospettano un week end piuttosto umido e fresco, quindi l’organizzazione per motivi di sicurezza decide di applicare alcuni cambiamenti che durante il breefing serale del venerdì vengono comunicati ai concorrenti.

La gara

il 09 settembre alle 7.30 parte il Dolomiti di Brenta Trail 45km percorso “corto”, le scope sono pronte, siamo in 6, sembra un numero eccessivo ma vi assicuro che così non è… lo capirete poi…
Parte la gara e dopo il via ufficiale la prima cosa che mi fà strano è che noi non dobbiamo correre!!! Sembra quasi divertente!!!
Vedo la Fede con un magnifico striscione che ineggia il Trail Running Brescia, la saluto e faccio con lei e il “Pres” una foto.

IMG-20170910-WA0004.jpg

Io, Michele e Fede con lo striscione “Forza TRB”

E’ ora di incamminarci, fa freschetto ma noi cominciamo subito a darci da fare, bisogna pulire tutto.
Qualsiasi nastro giallo, tabella e quant’altro va raccolto e messo nel sacchetto di plastica.
Iniziamo con il togliere i nastri che ci sono nel paese a Molveno per poi seguire il percorso gara a debita distanza dagli ultimi concorrenti.
Oltre alla pulizia di tutto, il compito della scopa è anche quello di passare dalle postazioni e dai cancelli nei giusti orari, per tanto cerchiamo di essere ad Andalo per le ore 8.50, per l’effetto dell’anticipo orario.
Questo ovviamente comporta ad un’andatura che il più delle volte non coincide con la propria.
Si pensa che sia più facile andare “piano”, ma non lo è, a volte è solo più stressante.
Arrivati ad Andalo quindi decidiamo di rifugiarci nel solito bar già visitato in passato durante l’edizione 0, per un gustoso caffè con Brioches, mentre la coda del gruppo si sta dirigendo verso la salita del “Pegorar”.

Usciti, passiamo il paese per addentrarci sul sentiero 301 che sale ripido sino a Malga Cavedago.
Salutiamo i volontari che ci stanno aspettando, sbalisiamo il tutto e li ringraziamo, loro ci augurano in bocca al lupo visto che il tempo si è già guastato e ha iniziato a piovere.


Fortunatamente però, siamo entrati nel bosco e non abbiamo grosse difficoltà in quanto i pini ci riparano.
Iniziamo a risalire il bosco, umido e la fatica oggi si sente di più…
Una chiacchiera dopo l’altra incrociamo la coda del gruppo e a debita distanza cerchiamo di proseguire con il nostro lavoro, le nostre chiacchiere quando prima di arrivare sulla forestale che porta al primo ristoro incontro Elena, che mi comunica il suo ritiro dalla gara, un vero e proprio peccato per un’atleta così doversi ritirare, sopratutto perchè questa è la sua gara di casa e lei aveva ottime possibilità…
Michele tramite radio comunica alla base (Molveno) il numero pettorale e il nome dei ritirati che mano a mano incontriamo durante il percorso.

Arriviamo sull’ultima concorrente, che in realtà sin dal collegamento Molveno – Andalo la abbiamo a vista d’occhio, è una signora di mezza età di nazionalità russa, Tamara il suo nome, sarà una vera e propria barzelletta accompagnarla…
Al suo passo, arriviamo sino a Malga Cavedago, nella piana magnifica di “Campo Spora” dove facciamo tappa all’omonima malga per un caffè.

IMG-20170910-WA0000

Campo Spora e l’omonima Malga

All’interno della Malga hanno dormito alcuni volontari che effettuano il presidio nella parte del percorso lungo, quella del Torrion, Malga Termoncello e Flavona.
Un profumo di carne invade le nostre narici e numerose volte ci ripromettiamo di fermarci li e non ripartire più!!!
Cerchiamo di dare un vantaggio smodato alla russa e ripartiamo dopo un pò in direzione Passo della Gaiarda.
Il tempo per fortuna si è un pò assestato, non piove ma ce un venticello frizzante, per me si traduce in un metti/togli di giacchetta anti-vento…
Ahimè il sogno di poter procedere a passo normale si infrange dopo qualche centinaio di metri in direzione Gaiarda, difatti poco prima del passo reincontriamo la russa, che, con molta nonchalanche sta scattando delle fotografie al Brenta totalmente annebbiato….
Arriviamo al Passo Gaiarda, il tempo ritorna ad essere insidioso, vento e acqua ci accolgono!!

Noi ci fermiamo per ripulire, le russe signori e signore, diventano 2……. è una TRAGEDIA
Questa non ci voleva, un’altra concorrente in coda al gruppo si unisce al nostro team, ormai Tamara è pressata come la segatura dei tronchetti per il fuoco dell’OBI, gli siamo ai talloni, ma lei sembra non vederci, si ferma, fà foto, è smarrita, non capisce… e noi con lei….
Una piacevola discesa ci accompagna verso il bivio del sentiero 301/371 dove è presente una delegazione di volontari che fanno la spunta dei passaggi per il percorso lungo e corto.
Lei non corre, CAMMINA… anche in discesa, anche in piano….
Ci fermiamo con i volontari e incitiamo un pò di concorrenti che provati risalgono dal Campo Flavona in direzione Passo del Grostè.
Il tratto fino al Passo è speciale, una serie di su e giù non troppo impegnativi ci permette di recuperare la coda del gruppo in un batti baleno, così mi piazzo dietro la russa e la scorto come quando porti il cane giù da basso a fare pipì…

20170909_122846

in direzione Grostè le due scope Mombelli e Totaro

Mi fermo un’attimo poco prima del passo, sento un forte vento quindi metto la ventina, 30 secondi e sono pronto, si ferma anche lei, vuole mettere la ventina… interminabili minuti di tremoliii mi invadono come uno tsunami…..

Al passo Grostè fa molto freddo appunto ed è meglio non star molto, e mentre la russa si ferma a far foto io me la corro fino al ristoro del Rifugio Graffer per darmi una riscaldata, un cambio maglietta e l’immancabile goccio di caffè!

Il Graffer è anche un punto piuttosto importante e selettivo per il percorso, “Il cancello orario”, da qui si dividono anche in due percorsi, quindi in seguito a esigenze organizzative le scope della lunga che ancora sono impegnate dietro arrivati al Rifugio abbandoneranno poi il loro lavoro e scenderanno con l’organizzazione per tornare a Molveno.
Noi della corta ci dividiamo in due gruppi (vedi che 6 componenti erano giusti?), in 4 proseguiamo a sbalisare tutto il percorso fino al Tucket, gli altri due scenderanno sino a Malga di Vallesinella facendo la stessa cosa, per poi risalire al Rifugio Casinei facendo la cernita degli atleti da fermare in quanto arrivati in ritardo sul cancello.

In quel momento prendo in mano la radio e inizio anche io ad esser parte protagonista nella comunicazioni, la cosa mi piace molto, un pò per il mio passato di soccorritore volontario con il 118, (ora 112) e un pò perchè sono sempre stato appassionato di radiocomunicazioni.

Arriviamo al Tucket e abbiamo un abbandono scopa per problema al ginocchio, quindi lasciamo che torni a valle comunicandolo all’organizzazione mentre noi aspettiamo al Rifugio Tuckett gli altri due componenti che stanno risalendo dal Casinei.
Al Rifugio Tuckett noto una certa confusione, il ristoro quest’anno è all’interno fortunatamente, ma è presidiato a mio avviso con poca autorità.
Quindi tocca fare a noi scope lo sporco lavoro, fermare chi, arriva dopo il cancello orario.

Per un motivo che ancora non riesco a comprendere, forse per un magico dono dell’obiquità le due russe sono allo stesso ristoro. Entro e faccio finta di non vederle, mentre mi rifocillo e inizio a prepararmi per la “tappa” successiva.
Mi assicuro della posizione di Michele (l’altra scopa) e lo aspetto mentre consiglio alla due russa più veloce “The gate closes in 5min”, mi guarda mi sorride e mi dice “I have to go!!!”
“E de corsa anca”……
L’altra se ne sbatte, mangia, si rifocilla, si guarda in giro e solo dopo un pò la vedo uscire e andare a colloquio con la sua compatriota.
Le vedo sparire dalla porta del Rifugio…
“Dai che questa è la volta buona che non le vedo più almeno fino a Bocca di Brenta”!!!!!
Alle 15.45 chiude il cancello sulla lunga, con un signore che è l’addetto alla rilevazione dei chip aspettiamo gli ultimi concorrenti.

IMG-20170910-WA0013

Bocca di Tuckett dal Rifugio (foto di Gabriele – Senza Freni)

Devo dirli di non chippare quelli che passano perchè sono da ritirare, altrimenti questo avrebbe chippato pure i caprioli se fossero passati di li….
Comunico il numero dei runner che non sono riusciti a superare il cancello, sorbendomi una serie di critiche che sinceramente non comprendo.
“Ma noi non ce l’abbiamo con voi scope, ma l’organizzazione allora poteva far partire la gara un ora prima, in Francia i cancelli sono lunghissimi”
A un certo punto sbotto ma con delicatezza…
“Signora, i cancelli in Francia sono e restano in Francia, qui siamo in Italia e io sono costretto a fermare chi passa dopo le 15.45, perchè in seguito ad un previsto peggioramento delle condizioni meteo il percorso non diventa più adatto e sicuro per farvi procedere”…
Forse lo hanno capito e insieme a un gruppo di volontari presenti al Tucket, all’arrivo di Michele si avviano verso Vallesinella, dove un pulmino li riporterà alla base.

20170909_145818.jpg

Verso il Brentei

Finalmente siamo di nuovo tutti uniti, quindi ci sbevazziamo una birra in 3 e ripartiamo di “corsa” finalmente verso il Brentei, giù dal sentiero del Fridolin!!!
Arrivati al bivio con il sentiero che sale dal Vallesinella noi proseguiamo verso il Brentei fino a quando succede il previsto….
La russa ricompare… Così questa volta consci del fatto che effettivamente lei ha tutte le carte in regola per arrivare fin li, ma sempre rosicando al minuto sul cancello, decido di mettere a conoscenza la base.
La sicurezza che non riesca a passare il cancello della Bocca di Brenta è scontata, oltre al fatto che verso il Rifugio sta iniziando a piovere copiosamente e anche grandi bei goccioloni…

20170909_170429.jpg

Rifugio Brentei e lo straziato Canalone Neri

Arrivati al ristoro del rifugio, ci sono due ragazze alle quali spieghiamo subito la situazione, mi fanno entrare in cucina per parlare con uno dei gestori e cerchiamo di trovare una soluzione.
A malincuore da una parte ma con una gran sollievo dall’altra sono costretto a far scendere la russa con due ragazzi (Paola e Marco) che stavano facendo le scope con noi…
Rimaniamo in 4, Alan, Luigi, Michele e Gabriele, con un’unico obbiettivo, arrivare al Pedrotti per the caldo.

Sotto una fitta pioggia mi imbacucco con tutto il materiale antiacqua che ho con me e mi incammino verso la Bocca di Brenta….
Tempo di uscire dal Brentei, fare il sentiero e iniziare a corricchiare il traverso che porta sino alla base della Bocca, che mi vedo una sagoma nera camminare verso di me in direzione sbagliata…
“Oh mio Dio…. cosa potrà mai succedere ora?!” dico tra me e me…
La seconda Russa corre verso di me con due occhi che sembra avesse visto lo Jeti…. La avvicino e il nostro dialogo è molto striminzito ma efficace.
“Is the wrong way!” le dico
“I dont go here!!!” mi risponde girandosi e puntando il dito verso Bocca di Brenta che era praticamente nascosta da un nuvolone nero orrendo…
“WTF Why???” rispondo
“No No i dont go here” continua a dirmi….
Ok, calma e sangue freddo Alan, mi giro vedo Luigi e gli urlo “Digli al Michele di comunicare via radio il ritiro della seconda russa”!
“Ok lady, go whit my friend to Brentei! Bye”!!!!!
mi giro e me ne vado, proseguendo il mio percorso dopo essermi assicurato che lei raggiungesse Luigi.

20170909_182503.jpg
Un’altra persona mi viene incontro “EH NO , ADESSO BASTA!!!!”, ma per fortuna è un volontario del Soccorso Alpino, il quale mi comunica che più avanti avrei trovato una postazione di fortuna con una radio e che Luca (uno degli organizzatori) stava scendendo verso di noi!…
Raggiungo la postazione, prendo la radio e senza neanche dire chi sono dico “Luca, non scendere dalla Bocca di Brenta, sul percorso non c’è più nessun concorrente, ci sono solo le scope”.
Raggiungo Luca e per una frazione di secondo l’acqua, il vento, il fastidio esistenziale di quella situazione mi abbandona, lo abbraccio ed esclamo “Oh, sempre qui noi due eh?, che piacere passare da concorrente a scopa!!!”
Dopo averli spiegato bene tutto, decidiamo di proseguire, lui avrebbe ragguinto il Pedrotti insieme a me poi sarebbe andato ad accompagnare i ritirati alla Bocca di Brenta verso Molveno.

20170909_182514.jpg

L’ultima foto, fatta a Bocca di Brenta, poi l’imperativo era SCENDERE!!!

Risaliamo, cerco di stare al suo passo, ce la faccio penso fino a 1/3 della salita, quando lui mi chiede “Facciamo la ferrata?”
OVVIO!!!!
Taglio così l’infernale colatoio sassoso di pietre ghiaia che risale alla bocca quando ad un certo punto sento “Alan, io vado intanto su…” come se Luca dovesse scusarsi del fatto che è un mostro in salita e io con l’allenamento che ho sto sputando organi per stargli dietro.
Arrivo al Pedrotti che lui è già ripartito con i concorrenti che lo stavano aspettando, io sono solo entro, dopo aver salutato la splendida famiglia Nicolini, vedo con piacere che Kikko il vincitore della corta è già al lavoro e che Elena che si era precedentemente ritirata è già tornata su da casa…. (Alieni….)
Mi offrono un the caldo che non rifiuto, cerchiamo alla bene e meglio di mangiare qualcosa dal ristoro poi sento che arrivano gli altri 3, finiamo le libagioni e finalmente possiamo fare il nostro passo.
Ci fiondiamo a Molveno ma prima ci aspettano 10km e 1600m d- in discesa….
Voglio capire la mia forma, anzichè andare giu dal sentiero prendo il ghiaione che sta a destra del Rifugio Tosa (ora adibito come ricovero invernale e non solo), la discesa è da cardiopalma, le gambe stanno bene stranamente, e mi evito una serie di tornantini stressanti che lascio a fare agli altri, fino quando bene o male arrivo in zona Massodi.
Ci ricongiugiamo e scendiamo.

Una piccola pausa per salutare Michele al Rifugio Selvata e riprendiamo il percorso ormai con il frontalino acceso.
Scendiamo scendiamo, corriamo corriamo, ma “Michelee!!! Questo non credo sia il sentiero giusto, questo porta in val delle seghe, non verso il Rifugio Altissimo!
OOOOOPS…..
Senti, chiama giù via radio e sentiamo che dicono….
Dopo una fitta comunicazione con la base ci informano che dobbiamo scendere subito, le condizioni sono proibitive (ma dai???? sto prendendo 100.000 colonne di acqua al secondo….), e che sul percorso c’è Luca che ancora sta accompagnando il restante dei ritirati del Pedrotti a Molveno.
Ottimo, allora noi ci fiondiamo giù verso Molveno, dove arriviamo alle ore 21.00 circa.
Ma vuoi mettere non passare dal traguardo? Così ci rifacciamo il primo pezzo della gara svoltando poi verso il Lago e andando a chiudere così definitivamente il nostro giro di chissà quanti km e chissà quanto dislivello.
Da alcuni calcoli sembrerebbe un 44km 2800d+ quindi solo pochi km in meno del percorso gara.

Siamo arrivati, siamo felici, sono felici, siamo bagnati…  siamo ultimi, siamo scope!!!!

PS: Una piccola riflessione vorrei farla, di quelle piccanti, di quelle che probabilmente daranno fastidio a molti, di quelli che “ma si, cosa vuoi che sia”… Da una parte posso dar ragione, dall’altra no, perchè ormai sappiamo dove viviamo, sappiamo come ragioniamo, sappiamo come ci comportiamo….
Sò di per certo anche se non ero presente che durante il Breefing del venerdì è stato consigliato un determinato materiale obbligatorio, tra questo figuravano braghe a 3/4, zaini equipaggiati con materiale da acqua ecc ecc…
Di certo sò di essere una persona piuttosto puntigliosa, ma ahimè anche solo riguardando le fotografie talvolta non vedo rispettate le regole, che, nel caso di incidente potrebbe rivelarsi molto pericoloso… E’ un appunto, per la sicurezza, come ho spiegato dei cancelli e dei restringimenti orari a quei concorrenti che la prendevano per il sottile, anche questo argomento mi sta molto a cuore….
L’importante comunque è che ci siamo divertiti, non ci sono stati incidenti tutto è filato liscio nonostante le pessime condizioni meteo e si sono visti tanti sorrisi e anche tanta tensione positiva data dalla volontà degli organizzatori che tutto si svolgesse per il meglio!

 

Annunci

Trail Re del Bosco

TRAIL RE DEL BOSCO HOME

Il Trail Re del Bosco è una giovane manifestazione di Corsa in montagna o Trail Running che si disputa a Rovereto in via Vallunga, al Bosco della Città.
In questo secondo anno le tre menti del Re del Bosco hanno pensato a due percorsi.

Il corto: 16km 900d+
Il medio: 33km 2000d+
Entrambi i percorsi partono e arrivano al Bosco della Città, i concorrenti si contenderanno la corona di Re del Bosco e le ragazze la corona di Regina del Bosco.


Va fatta una piccola premessa prima di inziare a parlare di cose serie, i ragazzi di GenteFuoriStrada sono l’anima del trail running a Rovereto, la società nata da poco già conta numerosi iscritti e il gruppo è davvero affiatato.
Subito qualcosa dentro di me si è smosso e mi ha portato spontaneamente a chiedere loro se avevano bisogno di una mano per l’organizzazione e l’aiuto.
Ho voluto provare a fare il lavoro sporco, quello che un runner difficilmente comprende sopratutto se viene dalla strada.
Ho voluto fare il servizio Scopa….

IMG_20150927_214552
Il servizio Scopa: chi è, cosa fà??
Il servizio scopa è un qualsiasi trail-runner che si presta volontariamente senza alcun tipo di pretesa e ritorno economico a pulire il percorso di gara dalle balise e non solo, anche dalle cartacce, dai gel lasciati a terra, dai pezzi di bastoncini, nastri di ogni sorte.
Non si arriva in classifica, non si ha un tempo, il tempo lo si dona, agli altri runners!!! Perchè il servizio scopa regala la propria gara a tutti i partecipanti che stanno davanti a lui/lei, incita gli ultimi a tenere duro, conforta le persone in difficoltà, si può permettere di fare il percorso senza forzare troppo, anche se a fine tracciato la fatica nelle gambe e la stanchezza generale è quasi 1/3 superiore…


La gara

Per esigenze organizzative non ho potuto fare per intero il percorso, da una parte ne son contento perchè ancora mi trascino dal DBT un dolore non indifferente ad un tendine.
La gara parte alle 8.30 e noi con loro da dietro siamo i loro fedeli accompagnatori.
Il circuito è molto bello, la prima parte si corre nel Bosco della Città su un’anello (non un vero e proprio anello) di circa 5km che poi si inerpica verso la località Moietto (10km 800d+ circa) dove io da li partirò…
Non conosco bene la prima parte proprio perchè non l’ho mai fatta, ma a giudicare dai visi direi che è piuttosto tosta, la salita è abbastanza cattivella e arrogante, quando con Michele arriviamo al Moietto mi dice di seguirlo a ritroso sul percorso per andare a vedere il passaggo dei primi, io lo seguo e scatto qualche foto a qualche amico!!!
Il passaggio dei primi è talmente veloce ed emozionante che non mi viene neanche in mente di fotografarli, ma appena passa Flora, la mia compagna di squadra è davvero bello, ci battiamo il 5, una foto veloce e la vedo sfrecciare via!!!
Lei è la prima, io lo sò ma non le dico nulla, la incito, “Dai che è quasi finita la prima parte di salita poi c’è il ristoro”!!!
Continuo a fare i complimenti agli altri che sembrano davvero imbestialiti dalla cattiveria agonistica che ci stanno mettendo!!!

La Regina del Bosco - Flora, TRB Team

La Regina del Bosco – Flora, TRB Team

Verso le 10.20 mi avvicino al ristoro, io dovrò partire alle 10.30 iniziando a fare il mio lavoro, togliere le balise, pulire, chiudere il percorso.
Aspetto il passaggio degli ultimi cercando di incitarli e alle 10.40 dopo aver telefonato a Eliss parto.
Inizio subito a togliere balise, mi sono dotato di grandi strumenti di lavoro, un guanto per raccogliere eventuali cartacce, che davvero non ne ho trovate tante, per tanto voto 10 allo #SpiritoTrail che i concorrenti hanno avuto, un taglierino che mi permetteva di staccare velocemente le balise, un sacchetto dell’immondizia che dopo 5km era già pieno la scopa… e tanta pazienza…

FB_IMG_1443432205231

Consegna ufficiale della Scopa

Sembra una passeggiata ma correre poi fermarsi, staccare la balisa arrotolarla o cmq tenerla in mano rincominciare a correre, rifermarsi, staccare un’altra balisa comporta uno sforzo leggermente superiore a quello di passar via dritto fregandosene delle balise perchè “tanto c’è qualcuno che le tira su”!!
Poi c’è da dire che Michele quest’anno avrà fatto fuori 1km di balise tappezzando ogni albero e ogni anfratto di questo stupendo bosco nel quale mi sto addentrando!!!
Mi domando io come hanno fatto a perdersi/lamentarsi i concorrenti per l’insufficienza di balise e segni…. Mistero!!!!
Alcuni appunti poi li farò anche io, ma se c’è una cosa che non mancava erano proprio le balise!!!

In poco tempo sopraggiungo i primi volontari che sono sul percorso e che stanno aspettando solo me!!! Che bello, c’è ancora qualcuno che mi aspetta, dico loro che dietro di me non c’è più nessuno, li ringrazio della disponibilità e auguro a loro una Buona domenica.
Arrivo in un prato dove vedo una bandiera, sbaliso tutto, raggiungo il volontario che mi aspetta e gli accollo il mio sacchetto pieno di balise, il ragazzo ha sbagliato, non doveva dirmi che l’auto l’aveva parcheggiata SU e non GIU, se avesse fatto lo “gnorri” non si sarebbe dovuto sorbire un pazzo scatenato che taglia balise alla velocità della luce lasciandole cadere a terra e che imperativo gli diceva “Io taglio, tu raccogli!” per poi accorgermi che il mio passo era leggermente superiore al suo e che stava per stramazzare a terra da li a poco (la sensazione era quella, poi non sò, magari esagero?)!!!
Raggiungo il punto che lo scorso giro non mi era piaciuto per nulla, un traverso piuttosto ostico con una bella scarpata a destra, questa volta però la SAT ha fatto un’ottimo lavoro di pulizia e rimessa in sesto perchè come dissi a Michele e Alessandro, quel posto per me era pericoloso!!!
Ci sono 2 volontari SAT, riconosco una e la saluto, un piccolo accenno della gita dove ci siamo conosciuti qualche anno prima (Glossglockner) e mi fermo per mangiare un pò di frutta secca.20150927_173906
Lei mi dice che se volevo raggiungere i partecipanti in coda ci pensava lei a sbalisare il pezzo di bosco, io la ringrazio, ma sbaliso tutto cmq, perchè io non dovevo raggiungere nessuno anzi, proprio per non mettere ansia agli ultimi è bene se mi tengo un pò lontano e pulisco con calma….
Tra una sbalisata, una corsetta, mi ritrovo al ristoro, dove due signori mi aspettano, comunico loro che sono la scopa, facciamo 2 chiacchiere, mangio una buonissima crostata e riparto!!!!
Saltuariamente all’uscita di ogni postazione, ristoro, punto cruciale del percorso mi arriva sempre una chiamata, lo schermo recita “Ale Liba”, rispondo e comunico lui la mia posizione, dalla sua voce lo sento tranquillo o apparentemente tale per tanto proseguo con un passo piuttosto scattoso…
Corsa, sbalisata, corsa, sbalisata…
In poco tempo mi ritrovo vicino alle antenne del Finonchio, svolto a sinistra in leggera discesa e recupero 2 partecipanti.
20150927_130906Li aiuto ad affrontare la salita verso il ristoro, chiacchiero con un ragazzo che non sta molto bene e mi dice che aveva partecipato alla StrongmanRun il sabato prima e l’ostacolo delle 3 vasche di acqua gelida lo hanno un pò debilitato a livello intestinale per tutta la settimana… “Povero lui” penso dentro di me, non deve esser per nulla simpatico correre con quel problema, per tanto lo accompagno cercando di darli consigli su per tutta la salita.
Lui tende a fare la sparata e poi fermarsi, io gli dico di rallentare moderare il passo e non fermarsi mai.
Sembra avermi ascoltato e con calma arriva sino al ristoro mentre io mi dò alla micologia nei prati !!

Al ristoro succede di tutto, dalle chiacchiere con i volontari a foto sul gonfiabile mentre si smonta, alle pacche sulle spalle e ai complimenti a tutti quei signori che si sono prodigati a fare da volontari.

Riparto, e dopo aver litigato con un paio di cavalli che volevano mangiarmi il taglierino, la mano e il braccio riesco a sbalisare il loro recinto elettrificato con la sensibilità e la precisione di un chirurgo… Scivolo via verso Malga Finonchio, non dopo aver ringraziato tutti i volontari presenti sul percorso e aver sbalisato tutto!!!
Arrivo alla Malga mi ristoro un pò, parlo, ringrazio, godo del primo sole che inizia a fare capolino tra le nebbie che oggi erano abbastanza insistenti nella parte bassa sopratutto nel primo tratto!
Riparto di corsa, ormai sono diventato quasi un professionista, riesco a sbalisare in corsa, la tecnica è afferrare la balisa svolazzante e inciderla direttamente sul nodo e dare un tirone, con quasi tutte funziona, con alcune è un pò più ostico perchè se non si riesce a staccare a volte mi sparo di quei 360 mentre corro che mi destabilizzano.
Non dimentichiamoci che “Ale Liba” è sempre sul pezzo e mi fa compagnia al telefono ogni 6km circa… Le comunicazioni sono sempre molto chiare:
“Ale Liba”:dove sei?
Io:”Boh”
“Ale Liba”: Molto bene!!!

Dopo 3 chiamate di questo tipo e dopo 3 volte che mi dimentico di chiedere una cosa molto importante finalmente riesco a ricordarmi e la penultima telefonata che lui mi fà gli chiedo “Chi ha vinto??” “boh, uno di cui non mi ricordo il nome”, “e delle donne??” “La Flora” AUHAHUAUHAUHAUH tremano gli alberi dall’urlo che ho tirato!!! Felicissimo metto giù e riprendo la mia marcia verso il Moietto!!!
In poco tempo sono al Moietto, con un sacchetto stracolmo di balise, la biondina mi dà alcune opzioni ma non mi piacciono, quindi le lascio il sacchetto conscio che da li in poi ero senza contenitore per le balise!!!!
Inizio il tratto che non avevo mai fatto ed è una sorpresa unica, oltre all’incredibile numero di balise che illuminerebbe a giorno il bosco anche a un cieco, mi ritrovo dopo qualche km già stracolmo di questi nastri gialli… Non sò più dove metterli, alcuni me li infilo a penzoloni sui pantaloncini, alcuni attaccati allo zaino, alcuni in mano… aiuto!!!!!
Inizia a fare anche calduccio e con questa coperta di plastica la progressione non è delle migliori!!!
“Saresti da fotografare” mi dice un volontario mentre sopraggiungo l’ultimo punto di presidio, “ed è quello a cui a questo punto devo puntare” rispondo correndo…
Mi assicura che l’ultimo pezzo, quello del paese lo avrebbe fatto lui dandomi così la possibilità di arrivare al traguardo riuscendo ancora a vedere dove vado!!!! Non è banale la cosa!!!

Dopo circa 5 ore vedo il gonfiabile in lontananza, non ci posso credere, mi sembra di aver chiuso una 70km dall’emozione e dalla gioia che provo…
Sento applaudire e urlare il mio nome, manco fossi il vincitore della gara, affronto con orgoglio gli ultimi metri di percorso, avrei voluto sbalisare pure il gonfiabile infierendoli un bel taglio netto con mio super taglierino, ma non era il caso!!!!
Passo il traguardo, un grande applauso che a momenti non finisce con l’emozionarmi, abbraccio tutti, saluto tutti, sorrisi, tanti sorrisi e poi vedo i miei amici, quelli che in queste ultime gare stanno diventando la mia vera famiglia!!!
Enrico, Flora con la quale subito festeggio la sua vittoria, Michele, Alessandro, Giovanni (anzi, complimenti), Eliss, Barbara e tantissimi altri…

Devo dedicare un particolare ringraziamento a loro, alle persone che ho citato qui sopra, perchè loro si che hanno il vero spirito trail, perchè un Trail non è partire, arrivare, farsi la doccia e andare a casa, ma è stare li, aspettare che la scopa tagli il traguardo, salutare tutti, fare festa con tutti, questo è il vero TERZO TEMPO, certamente qualcuno avra avuto impegni più importanti di una corsa per boschi, la famiglia, i figli, ma io non ho mai visto tanta passione come quella che Claudio e Barbara stanno dando a questo sport e indirettamente a me, dividersi le giornate gestendo 4 figli, partecipare ai Trail e con sintonia perfetta scambiarsi le chiavi di casa al parcheggio, quando anche gli organizzatori erano già andati via…
Vedere partire Claudio all’imbrunire e sapere che lui sarebbe andato dove io ero appena sceso per farsi “un giretto di allenamento e poi tornare a casa a Riva del Garda (non a Rovereto)” mi ha fatto capire cosa vuol dire AMARE uno sport, amare quello che si fà, anche con una famiglia, anche con un lavoro…. ed è per questo che io mi sono innamorato di tutto questo, perchè è l’emozione più grande che ho mai potuto avere, gestire e assaporare lentamente….

Al Prossimo anno!

GENTE FUORI STRADA - LOGO TRAIL RE DEL BOSCO - LOGO