Il ritorno alle “competizioni” è sempre fonte di grande entusiasmo e gioia, rivedere le vecchie faccie e conoscerne di nuove, tutto questo è successo a Cortina, in uno dei week end più “aspettati” degli ultimi mesi.
La cosa che “frega” è che per iscriversi a queste competizioni internazionali lo si deve fare mesi prima, quindi hai 1 mese dalla preiscrizione per confermare la tua partecipazione (nel caso in cui tu venga estratto), questo ti “obbliga” a dover fare le cose sul serio!!!
Ho voluto onorare una gara di cui ho sempre sentito parlare, per la bellezza dei suoi paesaggi, per la durezza del suo tracciato che per quanto corribile comunque riserva tratti tecnici che arrivano quando la lucidità inizia a venire a meno.
I miei obbiettivi si sà ormai non sono più quelli di una volta, non si tratta più di prestazione, di velocità, di tempi, ma di divertimento, di paesaggi, di fotografie e di socializzazione, con la natura e con le persone. (si, perchè io alla natura ci parlo…! )

L’allenamento è stato discreto, corsa ne ho fatta poca (circa 12 allenamenti), ma ho saputo sostituirla bene con la bici da corsa, inoltre fare la scopa alle gare è un ottimo allenamento per stare sulle gambe e tutto questo ha contribuito al successo di questa gara.

Si parte il venerdì in direzione Cortina, 3h circa di auto e arrivo in loco, dove vado subito a ritirare il pettorale esibendo il mio zainetto e il materiale obbligatorio.
Ancora prima di entrare al palazzetto del ghiaccio incontro i primi amici del TRB, sbrigo i convenevoli del pettorale ma dentro tra uno stand e l’altro mi sento quasi a casa, passo dai ragazzi di Wild Tee dove incontro Filippo e Luca, poi allo stand Sportiva incontro Matteo che mi fà anche una piacevole sorpresa.
Sto un pò con loro, poi esco e con Silvia e Simone andiamo in centro a vedere il famoso arrivo/partenza della gara.

20180624_092837

Partenza – Arrivo

Bisogna fare il carbo-load quindi ci cerchiamo un posto dove andare a mangiare e visti i prezzi alle stelle del posto riusciamo a trovare un posticino non male che invece i prezzi li tiene molto compatibili con il nostro budget, infatti è sempre pieno!!!

Un piatto di carbonara e un tiramisù sono un ottimo ricarico per la gara!!!
Ci spostiamo in Corso Italia dove parte la LUT (Lavaredo Ultratrail) e attendiamo lo schieramento dei 1600 partecipanti che inizieranno il loro viaggio prima di noi.
Mi posiziono davanti dove riesco a salutare un paio d’amici che stanno nella zona dell’Elite, “gente che va forte”, fino alle 23 quando lo speacker dà il via alla gara dopo la ormai celebre canzone di Morricone che dà un tocco più eroico al momento.
Dopo l’emozionante partenza mi avvio verso il mio luogo di riposo che generosamente mi è stato “prestato” da una mia cara amica.

Sabato 23

Mi alzo, sono le 7.30 faccio una scarnissima colazione, sento un pò di tensione e quindi come spesso succede mangio poco, bevo ancora di meno, ma non dimentico le medicine!!!! Mi convinco che durante il trail avrei fatto colazione, manco fossi ad una marcia enogastronomica…
Arrivo per il rotto della cuffia a Cortina alle 9.45, colpa di una gara ciclistica che per un’attimo mi fà pensare che non sarei mai arrivato, pago velocemente il parcheggio (6 euro) e mi porto verso la zona di partenza dove incontro subito gli amici dei GFS (Gente Fuori Strada) con i quali ci scambiamo gli auguri per la gara.
Ore 10.00 l’atmosfera è caldissima il clima un pò di meno, infatti è la temperatura ideale, la notte ha portato una “severa frescura”, chi è già in gara ha dovuto fare i conti con il freddo intenso, davano -3 in quota quindi non si scherza mica, sopratutto se sopraggiunge la stanchezza.
Partiamo!!!!!
La calca è micidiale, ma lentamente sfiliamo su tutto il corso Italia dove un sacco di amici ci fanno il tifo e ci incitano.
Un paio di kilometri d’asfalto e finalmente il percorso inizia a salire in un bosco incantevole, sino a raggiungere il Lago Ghedina che davvero toglie il fiato dal blu che è.

Lago

Lago Ghedina

 

Capisco subito di aver fatto la scelta migliore partendo dietro e non tirando i primi km per la paura del “tappo”, infatti durante la salita rimonto posizioni a più non posso, ma sempre in totale tranquillità, il mio cuore non va mai sopra soglia e le mie gambe non chiedono aiuto…
Raggiungo Silvia, e per tenermi ancora più a freno percorro metà salita con lei.

 

20180623_111559
La salita è molto regolare, regala viste magnifiche e il piacevole rumore del Rio Travenanzes accompagna la nostra fatica.
Arriviamo ad una Malga dove c’è un ristoro liquido, io ho anche fame però, per fortuna nello zainetto avevo messo dentro una barretta di cioccolato e cereali che addento per metà, oltre al rifornirmi di sali ed acqua.
Durante la risalita incontro un ragazzo che all’Orsa ho conosciuto in quanto era uno dei due che gestiva un ristoro nell’ultima discesa dove ho partecipato come scopa.
Mi dà un paio di consigli su come evitare il traffico dei richiedenti liquidi ai ristori, infatti li seguo e si rivelano davvero ottimi.
Passo il ristoro e la salita continua sino ad arrivare a quota 2250 a Forcola del Dosso, dove inizia la prima discesa.

20180623_133354
Una serie di tornanti su strada pseudo forestale ci portano fino ad un altro sentiero che attraversa il versante Sud del Col del Bos.
Ad un certo punto sento chiamare il mio nome, e vedo Valentina che sta in parte al sentiero, è fuori gara e sta facendo da assistente a Franco. Scambio due chiacchiere con lei faccio un paio di foto e riparto in direzione Rifugio Col Galina dove finalmente è stato allestito un buon ristoro alimentare e idrico.

20180623_135704
Dopo 23km e circa 1600m iniziavo ad avere fame, ma mangio poco, in modo da non appesantirmi troppo, la temperatura è frizzante e sò che se mangio tanto poi la digestione si rallenta, quindi bado bene a quello che ingerisco.

20180623_135817
Riparto sul sentiero CAI 440, che sempre con una regolare pendenza ci riporta in quota verso il Rifugio Averau.
La salita inizia a farsi sentire, fortunatamente dopo quasi 2000m di dislivello ci mancherebbe altro e anche complice la mia idea di non portare i bastoncini (rivelatasi poi quasi un successo) mi fa sentire le gambe un pò più stanche del solito, ma è comunque sempre tutto sotto controllo.
Ogni tanto mi fermo a scattare delle fotografie perchè in questo autentico museo naturale non si può non farlo.

20180623_132624
Al rifugio bevo qualcosa, riempio le mie softflask e riparto sempre di corsa.
Dopo circa 30metri vedo un runner cadere di faccia in discesa, povero, probabilmente la stanchezza e la perdita di equilibrio lo hanno sconcentrato. Con lui ci sono altre persone quindi evito di fermarmi, cosa che invece farò dopo, quando vedo un polacco fermo a metà salita verso il Giau che mi dice che ha “pain” e si indica il ginocchio. Chiedo se ha bisogno di aiuto e mi dice “dont worry man, thank you”. (Non ho notato un gran Spirito Trail…)

20180623_151636

Selfie all’Averau

Su CAI 452 riparte la mia corsa verso il Passo Giau, il paesaggio cambia un pò, diventa molto aperto e correre diventa un piacere. Le gambe stanno bene i piedi stranamente anche, a parte il mio solito problema che sento, ma è comunque sotto controllo e sopportabile.20180623_160207
Arrivo al Passo Giau altro rifornimento liquido ed alimentare, mi fermo un paio di minuti questa volta per mangiarmi un buon pezzo di formaggio un paio di fette di salame e buttar giu un brodo caldo con formaggio grana, tutto ottimo!!!!
Riparto di gran classe correndo sul CAI 436, che abbastanza tecnico porta a una delle ultime salite della gara.

20180623_155337

Brodo , formaggio e salame il ristoro del Campione

Sono 100m di dislivello che comunque sono abbastanza duri non per la salita in sè, ma per lo stato del sentiero che spesso è molto scivoloso.
Questi ci portano a Forcella Giau 2370, da dove il sentiero 436 attraversa la zona a Sud della Punta Lastoi de Formin.
In un panorama stupendo il sentiero in leggera discesa corre verso il Becco di Mezzodì per deviare a sinistra poco prima e tramite il 434 volgere in direzione Rifugio Croda da Lago.

20180623_170021

Panoramica dopo il Giau verso la Forcella

In 300metri di sentiero rischio di cadere 3 volte, il paesaggio mi distrae e anche le voci di alcuni supporters che sul percorso stanno incitando gli atleti.
Quei pazzi sono i miei compagni del Trail Running Brescia che intravedo da lontano e che stanno facendo un tifo straordinario a tutti i concorrenti.
Mi fermo per salutari e partono abbracci, sorrisi, emozioni!!!!
Dopo qualche metro incontro Marco, il mio caro amico che mi scatta una foto da cardiopalma, stupenda!!!!

IMG-20180623-WA0022.jpg

Carico come non mai riparto e raggiungo in pochi minuti il Rifugio dove mi fermo all’ultimo ristoro liquido e solido.

20180623_161252
Passo il Checkpoint e inizio la parte più emozionante quella in cui la testa inizia a fare il riassunto di tutto, dove inizi a visualizzare il traguardo e dove inizi a sentire il sapore di vittoria.
Una discesa piuttosto tranquilla anche se a tratti tecnica e scivolosa di circa 9 km e 800m di dislivello negativo mi separa dal traguardo.

20180623_165038
Tutta corribile mette alla prova anche i quadricipiti e in alcuni punti le ginocchia ma fortunatamente non ho nessun dolore, mi sembra quasi di stare in un sogno.
Senza esagerare mi lascio trasportare sino ad un punto in cui si inizia a vedere il paese di Cortina e dove incontro un signore che mi avvisa che da li a poco ci sarebbe stato un ristoro “abusivo” con birra e anguria.

20180623_165048
Stratosferico direi!!!!
Arrivo al ristoro mangio una fetta di anguria e mi faccio la doccia, eh si, perchè c’è proprio una doccia li, e io ne approfitto per bagnarmi i capelli in modo da rinfrescarmi visto l’aumento di temperatura che mano a mano che si scende si fa sentire…

20180623_170033
Da qui in poi tutto asfalto mi separa dal traguardo, con alcuni sali-scendi che riesco ancora a correre, dopo 48km, e anche di questo ne sono super contento!
Entro a Cortina e la gente inizia a fare il tifo, si sente che c’è aria di festa.
Appena imbocco Corso Italia mi si alza un’adrenalina da far invidia a chiunque, due ali zeppe di folla stanno incitando i concorrenti che stanno per portare a termine la loro avventura e tra quelli spunto anch’io!!
Loro non sanno la dose di soddisfazione che mi porto dietro, la necessità che ancora sento di tuffarmi in queste avventure, che nel corso degli anni è mutata radicalmente.
Il mio passo incredibilmente accellera, i dolori legati alla stanchezza spariscono e concludo la mia gara in crescendo.
Mentre corro verso il traguardo sento e vedo facce conosciute, tanti mi stanno facendo il tifo e la cosa mi gasa assai!!!
Finalmente sotto l’arco della The North Face sancisce la fine della mia avventura, sono contento e dentro di me ancora una volta emozionato.
48km 2600m di dislivello positivo, corsi bene, senza mai forzare e cercando di mantenere un’andatura appena sotto la soglia, per me è stato il modo migliore per esaudire il mio desiderio, quello di vivere una gara internazionale per una volta e godere di questi paesaggi stupendi che rimarranno nel mio cuore per molto tempo.


 

Resoconto
Più corro e più cresco, più fatico e più allontano lo spauracchio che da tempo mi sta seguendo, che mi sta un pò limitando, scappo dalle paure, scappo dai pregiudizi che ho verso me stesso, scappo dall’unica persona che sa mettermi i pali tra le ruote, me stesso.
Sono preziose le parole di mia madre che al telefono il venerdì sera, quasi neanche a saperlo mi chiama nel mezzo della mia cena pregara dove per un fortuito motivo mi spara qualche sentenza che ben preziosa mantengo a mente:”Non svalutarti, tu vali molto di più di quello che credi!” ed altre preziose quanto belle parole, che ancora tutt’ora è difficile per me comprendere e credere, perchè finora in tutti questi anni ho sempre e solo lottato senza mai veramente godermi quello che ho raccolto, o forse sempre cercando di tenerlo lontano, come se per me non esistesse lo spazio per essere davvero felice.
Prima o poi questa convinzione se ne andrà, ne sono certo ma fino ad allora non smetterò mai di lottare contro quella parte di me che sà far male più di qualsiasi altra cosa.

Ringrazio tutti, chi è stato vicino a me, con il pensiero e fisicamente, chi mi ha seguito durante il Live, chi mi ha chiesto se stavo bene vedendomi seduto durante la mia unica vera pausa al Passo Giau, ringrazio e non smetterò mai di farlo il Trail Running Brescia e i suoi componenti, tutti!!

Ci vediamo presto, per un altro resoconto
Alan

 

 

Annunci

4 risposte a "The North Face – Cortina Trail"

  1. Che dire… mi hai fatto rivivere in questo tuo resoconto anche i miei 48km.. e a pensarci oggi, a 2 mesi di distanza, mi vengono ancora i brividi. Forse ci siamo anche incrociati, superati, supportati o solo dati il 5 alla partenza ma rileggendo oggi è come se avessimo corso sempre insieme.
    buone corse e perchè no alla prossima occasione “sterrata”: io sarò a DBT prossima settimana.

    Mi piace

    • ciao Andrea, io ahimè non credo di poterci essere, ho subito un infortunio, una borsite al metatarso che è un pò lunga a guarire, ma non demordo!!!
      DBT ho fatto 2 volte la lunga e 1 volta la scopa alla corta, ti divertirai sicuramente, il Brenta è fantastico!!! Quel weekend per non “soffrire” mi sono preso un impegno!! 🙂

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.