Una gita di quelle belle alla quale pensavo da tempo, che quasi sempre partono “per caso” con un gruppo di Whatsup!

Sabato da buon “pirla”, decido di andare a farmi un giro in bici dalle mie parti, la stagione è riniziata e già ho all’attivo una buona quantità di km e dislivello.
Si sà, l’appetito vien mangiando e mi sciroppo un pò di salite in valle dei laghi tornando a casa apparentemente riposato e non provato dal giro.

La domenica la sveglia suona alle 4.15, indeciso tra il girarmi dall’altra e il partire dopo 5minuti di fortissima indecisione metto i piedi fuori dal letto, la gatta sembra non apprezzare ma ahimè per la montagna questo ed altro.
Faccio colazione, mi vesto, ultimo check dello zaino e parto verso Trento dove ho appuntamento con altri 2 amici al piazzale Zuffo.
Ore 05.00 partiamo alla volta di Malga Mare (2000m), punto di partenza per le cime Palon de la Mare, Cevedale e Zufall da un lato e per la zona Careser, Saent dall’altra.

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Ingresso Val Venezia

Al parcheggio la temperatura è più alta del previsto, sono circa 3 gradi, partiamo tranquilli, anche perchè dopo tre passi mi accorgo subito che sabato era meglio se me ne stavo a casa…

Foto da Alan
Il primo pezzo ci tocca usare i rampant per superare la zona iniziale che ci porta verso la vera Malga Mare.

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Spunta un debole sole che già inizia a riscaldarci

Rimontiamo sull’imbocco della Val Venezia percorrendo il lungo pianoro che ci porta indicativamente verso il Rifugio Larcher, che lasciamo alla nostra destra.

 


Verso sinistra partono una serie di zete che rimontano una cresta morenica, esito del forte ritiro del ghiacciaio che ha lasciato una serie di “lame” detritiche.

Rimontata la cresta detritica iniziamo a vedere la cima, che è separata dal ghiacciaio.
Arriviamo a quota 3000m e la mia stanchezza inizia a farsi sentire, mannaggia a mè penso, chi me l’ha fatto fare di andare ieri in bici, a quest’ora col mio passo sarei già quasi a metà ghiacciaio…

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a Sinistra (Cevedale) a destra la piramide rocciosa della Zufallspitze

Ma chissene frega, mi giro ogni tanto e vedo Mariano che anche lui arranca, non sembra essere una giornata top per nessuno di noi, tranne per Kristian che si aggrega a un gruppetto di persone che ci hanno superato da pochi minuti.
Con passo tranquillo ma determinato rimonto piano piano il canale che porta verso l’inizio del ghiacciaio trovandomi successivamente davanti alle ultime due rampe che mi separano alla cima.

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Impressionante seraccata del ghiacciaio

Ci sono già persone che scendono, ma vedo anche alcuni scialpinisti che stanno salendo verso il Palon de la Mare.
La tentazione di girarmi e farmi vincere dalla fatica è tanta, ma io non ci stò, è solo stanchezza, qui non è una questione di condizioni sfavorevoli o cima da rinunciare per ritardo del tempo, si tratta di abbassare la testa e “menare”!!
La giornata è splendida e non si può di certo perdere questa occasione di arrivare in cima riuscendo a vedere il panorama circostante.

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Raduno le mie forze e mi spingo fino alla cima dove tra l’altro incontro alcuni compaesani e la guida alpina Omar Oprandi che è con un gruppo di scialpinisti.
Inutile raccontare la felicità, la soddisfazione e l’orgoglio di essermi portato fin qui, su questa cima che sin dall’inizio della mia storia d’amore con la montagna ho sempre visto con rispetto, con la giusta paura e che ho avuto l’occasione di toccare per tre volte, due di cui in estate ma sempre con quell’ansietta…

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Cevedale 3769m

E’ proprio vero che il livello delle difficoltà in certi casi diminiusce con la presenza di neve, alcuni settori magari tecnici sono ricorperti dalla neve e i crepacci come in questo caso erano tutti saldamente chiusi.
Come si dice in gergo “Le difficoltà si alzano o si abbassano in relazione alle condizioni!”
Le condizioni di quest’anno sono senza dubbio eccezzionali se si va a guardare gli ultimi 3, ma sono assolutamente ordinarie se si conosce la storia degli inverni passati.

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Gran Zebrù e Ortles

Mangio qualcosa sulla Cima e Kristian è preoccupato, infatti il nostro terzo compagno ha deciso verso i 3100m di battere in ritirata verso l’auto.
Quindi in fretta saluto Omar che incontro sulla cima e scendiamo con lui la prima parte della pala sud che si presenza in condizioni poco buone per la mia capacità sciistica.
Ma riesco comunque a sciarla e anche discretamente bene, quel mix tra il non cadere in terra ad ogni curva e l’accennare una ritmica e combinata capacità nel discendere il ghiacciaio.
Fino a quota 3000m io e Kris ci prendiamo ogni tanto qualche pausa, fino ad arrivare in alcuni tratti dove l’unica parola è “molela!!!” urlata e ripetuta allo sfinimento… Infatti il lungo pianoro che ridiscende la Val Venezia è piuttosto noioso da dover affrontare a spinta e quindi decidiamo di affrontarlo a tutta velocità.
Arriviamo in un punto dove la discesa si biforca, da una parte bisognerebbe ridiscendere disarrampicando un tratto di nevaio che alla partenza abbiamo affrontato, ma alcune tracce ci portano verso un più interessante canalino con un’importante cornice sovrastante…

Foto da Alan.jpg

 

Appena ci posizioniamo per guardare giù, un boato proveniente dalla nostra destra porta la nostra attenzione verso una media valanga che ridiscende direttamente dal canale scende dalla N/E del Vioz… Un polverone enorme…

Affronto il canalino cercando di sciarlo ma la stanchezza prende il sopravvento su di me e decido quindi di “spazzarlo” nella parte iniziale in quanto non me la sentivo di iniziare a far curve saltate proprio in quel momento….

Foto da Alan(1)

Dopo aver affrontato un paio di risalti rocciosi dove piccoli scivoli di neve ci indicano la “via”, ritorniamo a Malga Mare e da li sino al parcheggio!!!

la soddisfazione è tanta, ancora non ci credo, ma ho realizzato un’altro dei miei sogni!!!
Non ho sofferto la quota in termini di mal di testa o cose simili, se non l’aver patito la stanchezza del giorno prima, ma questa comunque non mi ha impedito di arrivare sino in cima.

Gita superba, compagnia altrettanto, ci fermiamo ad un bar a festeggiare la meritata sfaticata e ci salutiamo dandoci appuntamento alla prossima indimenticabile avventura.

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