Questo è un racconto, di una normale domenica, che si è trasformata in una gran domenica…
Ormai è risaputo, ho trovato il mio elemento, i monti..
Il week end vado per monti, il lunedì penso a cosa potrei fare il week end dopo, ma per fortuna il martedì c’è l’uscita sul Palon con gli sci, che un pò aqquieta la mia sete di montagna, il mercoledì è giorno di riposo, dopo lavoro vado a casa apro qualsiasi sito di mappe online e inizio a viaggiare con la mente, incrociare fotografie delle mie uscite precedenti, sognare e studiare nuovi itinerari, quasi sempre dai dislivelli disumani e quando vedo che potrebbero essere fattibili mi balzano sempre in mente le idee più bizzarre, notti in tenda in posti assurdi, o anche senza tenda con il solo sacco a pelo… Peccato che quest’ultima parte ancora non sia riuscito a farla, ma ben presto credo che le mie “paure” verranno totalmente sconfitte!!!
Il giovedì, c’è ancora il Palon, si va su e giù con gli sci dopo lavoro, cercando di fare un buon allenamento riposante per “risvegliare” le gambe per il week end che quest’anno è sempre da cardiopalma… 2 giorni di cascate o 1 giorno su cascate e 1 skialp oppure 2 di skialp…
Scendendo dal Palon cerco di mettere a punto l’autodidatta che c’è in mè sciando con due bacchetti di legno e degli scarponi che un vero scialpinista rabbrividerebbe al solo sentirne il peso…
Sto evolvendomi, sento che ero partito come sempre, troppo a “ciodo” per poi tirare i freni in barca, sento che ho voglia di sci più strutturati e scarponi solidi, per poter scendere e mettere in pratica la tecnica con maggior facilità, cosa che gli scarponi che ho adesso dove ci ballo dentro non mi permettono di fare…. Ma lì, c’è l’allenamento che corregge gli errori.
Il venerdì è riposo perchè il sabato ci si sveglia sempre all’alba, se non sono le 5, sono le 6 e via, si parte per nuove cime… Quest’anno è così, è fortuna perchè se guardo lo scorso, trovare neve era davvero difficile…

Quest’ultimo week end ho fatto due gite, la prima con il mio amico Luigi siamo stati in Fornasa Alta (Lagorai), partendo dal Ponte delle Stue, località che da Molina di Fiemme si raggiunge seguendo la statale per il Passo Manghen, il giorno dopo non avevo una mèta, nè tanto meno un compagno di gita, così m’è venuta un idea…
Il giorno prima avevo incrociato al parcheggio un signore che mi ha dato delle indicazioni e un suo giudizio sulla gita che stavamo per intraprendere, quegli incontri che non giungono mai per caso, ma che se li sai sfruttare hanno un potenziale davvero interessante.
“E lei dove va?” gli chiedo, “Io vado a Malga Cazorga dal sentiero 318” mi risponde il signore.
Conosco la destinazione, ci ero stato in Translagorai qualche anno fà, durante il mio primo tentativo, la zona è molto bella, ma di più bello c’è il lago sopra, il Lago delle Stellune, meta di molti escursionisti dal passo “docile”.

La sera torno a casa, mi studio l’itinerario e decido.. Domani vado in solitaria al Lago delle Stellune!!!

E’ la mia prima gita scialpinistica in solitaria, sò benissimo che è una gita a bassissimo rischio, per alcuni motivi, in primis la via di andata e ritorno si fà per 3/4 su forestale, dopo di chè il rischio valanghe è moderato 2 e la mia destinazione si trova in una bellissima posizione che storicamente non è interessata da particolari problemi di valanghe.
Direi che è un’ottima candidata per una solitaria, in un ambiente nuovo, d’inverno, che non conosco!!!!
E’ bene sapere che girare per monti con gli sci d’alpinismo da soli è sempre un rischio piuttosto alto, ma che con un buon senso si può attenuare.
Lascio detto ad un’amica la mia destinazione, nel caso in cui non mi fossi fatto più sentire…

Forestale Ponte delle Stue

In partenza dal Ponte delle Stue

Ore 9.00 sono a Ponte delle Stue, metto scarponi, sci ai piedi e parto per la forestale 318 che porta al Lago delle Stellune.
Durante la notte ha nevicato, ci sono dai 15 ai 30cm di nuova neve fresca ed essendo il primo a salire mi sento in una favola…
La forestale inizialmente parte molto piana, con una leggerissima pendenza, che porta circa dopo 2km alla Malga delle Stue Basse.
Qui il percorso si divide in due, a sinistra parte un’altra forestale che presenta una traccia già battuta che prosegue verso il versante Sud/Ovest della Cima dell’Inferno, proseguendo verso Est e quindi rimanendo sulle proprie tracce si continua sul 318.
Da qui la forestale che dolcemente sale nel bosco presenta qualche tratto di salita più sostenuta, ma mai senza essere eccessiva, dopo circa 800m si arriva alla Malga delle Stue Alte 1566m.

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Malga delle Stue Alta 1566m

Qui si apre un pò il panorama ed è stupendo, inizia a nevicare leggermente e il tutto prende un’aria davvero magica.

Da solo, nel silenzio più totale sento solo il rumore dei miei sci avanzare sulla neve, dell’acqua del ruscello che scende dal Lago Stellune e della neve che cade sulla mia giacca…

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Panoramica su Pergol e Tuschere

Ho una sensazione di fusione totale con l’ambiente che mi circonda e una profonda gioia mi sale da dentro!!! E’ davvero tutto magico…

Riparto dopo questa scorpacciata di sensazioni e proseguo verso Malga Cazorga, che ad un certo punto vedo spuntare in lontananza non appena esco dal bosco a quota 1750circa…

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Malga Cazorga 1845m

Oltrepasso la Malga e prendo il sentiero estivo che sale a Malga Stellune, che traccierò fino al Lago.
Il sentiero dopo la Malga Cazorga si fà pendente con tratti in cui bisogna “guadare” con gli sci i piccoli riuscelletti che scendono dal Cimon di Busa Grana.
A quota 1970 si arriva poco sopra Malga Stellune e da lì si intravede Forcella Valsorda e la Cima Stellune.

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Malga Stellune 1976m

Purtroppo il tempo non è dei migliori ed è presente un fitto strato di nebbia che si innalza da circa quota 2200 oscurando Forcella, Cima e il magnifico paesaggio.
Arrivo appena sopra il Lago, scatto un paio di foto e mi guardo intorno… Le nebbie vanno e vengono e decido di non fermarmi, ridiscendo con gli sci sino a Malga Cazorga dove mi fermo per fare uno spuntino.

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Sommerso nella neve, il Lago delle Stellune con sfondo il Montalon

Un buon panino con lo Speck e una stecca di cioccolata fondente, dopo di chè, guardo l’orario ed è ancora molto presto, ho a disposizione ancora un paio d’ore, così faccio un pò di didattica.


Eseguo una stratigrafia del manto nevoso proprio nel pendio sotto la malga.
Interessante vedere i numerosi strati di nevicate, la solidità della neve e il lavoro che le condizioni atmosferiche agiscono sui cristalli di neve.

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Selfie didattico

Dopo questa piccola pausa didattica, rimetto gli sci e mi lascio scivolare sulla forestale verso il Ponte delle Stue che raggiungo dopo circa 30minuti.

Col senno di poi, avrei potuto stare più tempo su al Lago, le nebbie poi si sono un pò diradate, ma comunque non hanno mai permesso di intravedere la cima omonima.
Il mio primo obbiettivo che nella mia mente era li in attesa sarebbe stata la Forcella Valsorda, avrei potuto poi tagliare sotto il Montalon e sciare il Pian della Maddalena che è un pendio a Nord, molto interessante, discesa che conosco, perchè d’estate ci passa il 362 SAT.
Ahimè le nebbie e il fatto che ero da solo mi hanno drizzato le antenne e così ho deciso che era fin troppo bello per rovinarsi una gita rischiando inutilmente l’allungamento del giro per fare una sciata in più…
Durante la discesa ho trovato 30cm di polvere rovinati da una crosta sottostante poco portante e piuttosto difficile per me da sciare, ahimè la tecnica ancora non mi aiuta, non ne ho…..
In compenso la decisione di lasciarmi scivolare verso il Ponte a ritrovo del sentiero da dove ero salito è stata la migliore, mi ha fatto così chiudere in bellezza la giornata.

 

 

 

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