Qualche giorno fà una persona che ho conosciuto tramite i social mi ha dedicato alcune righe ri-postando una mia foto sul mio diario.

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Fisso la foto e penso, guarda sto ragazzo, che conosco solo in facebook, la sua vita è stata appesa per anni ad un filo, poi grazie ad un doppio trapianto è lui che si appende ad una corda e sale in vetta.
Complimenti Alan, sei fuorissimo ma sei incredibile!

Questa frase mi ha fatto riflettere molto e più o meno ciò che ne ho ricavato è questo….

Si danno sempre per scontate tante cose che ci accadono o che accadono agli altri, non soffermandoci mai sulle cose che realmente ci sono indispensabili per stare bene. (Poche)
Fino a qualche anno fà ero convinto che vivere la vita fosse un cercare di tenersi in salute il meglio possibile, non “consumandoci”, ma restando calmi, in stand-by, come se per una convinzione mia continuare a “logorare” il fisico con la fatica lo portasse al consumarsi (un pò come un paio di scarpe), ma non avevo in realtà capito che era il contrario…
Quindi sport logoranti o estremi e pericolosi potevano essere il miglior modo per remarsi contro erano completamente fuori dal mio immaginario…
Praticare sport come ho potuto vedere su di me, ha totalmente stravolto e cambiato la mia vita, mi ha allontanato dai vizi e mi ha trasformato nella persona che non credevo mai di diventare.
Ho iniziato ad amarmi e a prendermi cura di me.
Se penso il come ho iniziato e il perchè, allora posso davvero dire che nulla accade per caso.
Ammetto che tutt’ora non sò se sia un’abbaglio o meno, ma sto cavalcando l’onda e mi viene in mente un patto che avevo fatto con me stesso, “Finchè c’è la salute, cavalca l’onda, finchè sei felice non permettere a nessuno di attaccare o giudicare il tuo entusiasmo”, e così dopo varie ricerche tra persone più o meno esperte, ho deciso di attaccarmi ad un treno che per caso ho visto passare…
Questo treno si chiama “Befana Frigida“.

Cos’è?
Befana frigida è un raduno tra appassionati di Ice Climbing o anche semplici novizi, come me, che viene organizzato da qualche anno da Mountime, un gruppo di Guide Alpine che si mettono al servizio degli appassionati per iniziare, migliorare la propria famigliarità con l’ambiente alpino e non solo…

Bletterbach

Bletterbach

Siamo andati a Bletterbach un canyon situato al confine tra Trentino ed Alto Adige, poco sopra l’abitato di Aldino per provare l’esperienza dell’Ice Climbing.

Un bellissimo gruppetto fatto da persone molto simpatiche, capitanato da Matteo Faletti, Guida Alpina che ci ha fatto arrampicare sul ghiaccio per tutta la giornata, mettendo la sua esperienza a disposizione e iniziando con noi un percorso didattico.

Finita la giornata, ho subito sentito qualcosa che era scattato in me…
Quel che pensavo fosse impossibile, l’ho reso possibile, quel che fino a qualche anno fà credevo di non poter mai provare, l’ho provato e toccato con mano…
Dentro di me come per quasi ogni cosa ultimamente, è scattato una sorta di adorazione per questa nuova disciplina!!!
Ho capito alcune cose da questa esperienza, che il ghiaccio non scivola, o almeno, così non sembra, se sai usare bene i piedi.
Le picozze sono due attrezzi che uniti ad un minimo di tecnica mi trasmettono il doppio delle sensazioni positive che mi trasmettono le mani aggrappate ad una roccia.
Non riesco a capire il perchè, mi trovo più sicuro e meglio ad arrampicare sul ghiaccio che in ambiente.
Si dà il caso che io però abbia pochissima esperienza di arrampicata, direi quasi nulla, forse grazie a qualche corso che in passato avevo conseguito con un’altra guida della Mountime (Alessandro Beber), avevo appreso qualche tecnica, ma non mi ero mai dedicato completamente a questa disciplina…
Ora m’è venuta voglia…

La giornata è stata fantastica e l’entusiasmo mi ha portato a decidere di farne un’altra a Malga Sorgazza.

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Cascata a Malga Sorgazza (Lagorai)

Anche li, 8,9 ore di arrampicata con parti didattiche, come l’arrampicata senza picozze (fino a quel momento per me era impossibile…) utilizzata per lo sviluppo dell’utilizzo dei piedi, oppure come creare una sosta, mettere i chiodi da ghiaccio, piccoli trucchi per mantenerli “sani”.
Ognuno di noi ha avuto la possibilità di aprire una via da primo, l’attrezzarla e ridiscenderla in tutta sicurezza.
Tutte esperienze che mi hanno davvero rapito.

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In questi giorni ho pensato molto alla frase che mi ha scritto la mia amica….

Infatti, il recente fatto di cronaca che ha visto protagonisti due sognatori, che sul quel filo ci ballano e ci hanno ballato sono Elisabeth Revol e Tomek Mackiewicz, due alpinisti che in invernale hanno raggiungo la vetta del Nanga Parbat da una via (la Kinshofer) che era il loro sogno, ma solo uno dei due ha fatto ritorno.
Ho letto opinioni contrastanti di cui però non voglio discutere perchè questa non è la sede giusta.
Però una sola cosa continua a risuonare nella mia mente :” Se ti piace, se lo ami, se ti fa sentire vivo, se ti dà entusiasmo…. FALLO!

 

 

 

 

 

 

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2 risposte a "Ice Climbing “sul filo…”"

  1. Giornata fantastica alla scoperta di uno nuovo sport! E’ proprio cos’, comunque, come scrivi all’inizio del post. Alle volte ci teniamo in salute, non ci “consumiamo”….ma una volta ho letto qualcosa a riguardo che diceva che quando si muore, possiamo restituire il corpo così come ce lo hanno dato, oppure possiamo restituirlo acciaccato ma pieno di esperienze….e così penso debba essere!

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