ATTENZIONE: Questa relazione comprende attraversamenti su sentieri non segnati, tracce militari a volte anche leggermente esposte, che con occhio esperto sono ben visibili.
Io sono uscito un pò da alcuni sentieri ufficiali, ma l’intera gita è percorribile sui sentieri ufficiali SAT.

Accesso: Uscita autostrada Ora/Egna, si segue per Val di Fiemme e Fassa arrivando a Predazzo, appena entrati in paese a destra un cartello indica per “Malga Valmaggiore“, seguire la strada asfaltata e poi sterrata che si inerpica per alcuni chilometri sino ad arrivare al Ponte Valmaggiore dove è possibile parcheggiare.


 

L’itinerario è lungo e impegnativo per l’escursionista medio, sono all’incirca 24km con 1800m di dislivello positivo.
Si può anche modificare evitando la prima parte, è sufficiente appena partiti seguire direttamente le indicazioni per Forcella Cece (sentiero 336) e il rientro dal sentiero 335 o viceversa.

Si parte e subito trovo un bivio, prendo a destra in direzione Malga Valmaggiore 1620m che in poco tempo raggiungo.

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La giornata è fantastica, davanti a me un bosco fitto si impenna verso le vette del Lagorai.
Da Malga Valmaggiore proseguo dritto verso Sud/Ovest seguendo il sentiero 339 che dopo qualche chilometro di strada militare molto dissestata mi porta poco sotto il Lago di Moregna, dove un cartello sulla mia destra segnala una Sorgente, mi fermo ad abbeverarmi e a riempire le borracce.

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particolari del sentiero


Sono partito un pò tardi, sono già le 11.15, ma sono convinto di riuscire a percorrere l’itinerario che ho in mente.
Consulto la carta Kompass 626 e decido di portarmi con il 339 verso il Lago delle Trute.

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Lago delle Trute

Voglio andare a visitare la Forcella Coldosè e il suo rinnomato Bivacco di cui ho sentito molto parlare, quindi dal lago mi alzo verso i 2183m della Forcella per poi scendere di una decina di metri sino al Bivacco.


Il Bivacco è molto bello, non ho avuto occasione di guadarlo con attenzione in quanto erano presenti delle persone, però ha tutto quello che serve per una notte da signori, questo è garantito!
Torno sui miei passi, il percorso sò essere ancora lungo e sopratutto sconosciuto.
Decido di percorrere una sorta di scorciatoia seguendo vecchi resti di trincee e postazioni militari sperando che non vada a perdersi, perchè altrimenti dovrei rifare tutto a ritroso.
Riesco ad effettuare il traverso passando per questi resti di Trincee e vecchi baraccamenti che disegnano la linea di trincee sul versante Nord Ovest del Colrotondo (2517m).
Per tracce e un pò ad occhio arrivo sopra il Lago Brutto e proseguo per la ripida salita alla Forcella Moregna (2400m).


Proseguo verso Est in direzione Forcella Doss Caligher 2190 che raggiungo in poco tempo, per poi portarmi verso il mio obbiettivo del pranzo, il Bivacco Paolo e Nicola.

Il bivacco sorge a poche metri dalla Forcella Valmaggiore 2173m, sul suo versante Nord.

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Cima Valmaggiore

Mi fermo per riposare e rifocillarmi una decina di minuti.
Al bivacco ci sono solo dei ragazzi che hanno passato li la notte e una famigliola con figli.
Apro la cartina per verificare il percorso e vedo che manca ancora abbastanza, così decido di ripartire subito e di buona lena, ma qui, dopo un pò inizio a sentire i segni di stanchezza… Il poco allenamento di quest’anno lo sento, ma proseguo in direzione Cima Cece, il mio prossimo obbiettivo.


Il sentiero è duro, continui saltelli tra sassi instabili, ricoperti di ghiaia e un intero costone piuttosto fragile che ogni anno più o meno si ridisegna dopo la stagione invernale.
Abbandono il sentiero 349 denominato “Achille Gadler” quando incontro il cartello che indica 30′ alla cima.
Qui numerosi ometti ben visibili conducono tramite una cresta sassosa, la via per raggiugnere la cima.


Il tempo è meraviglioso, rallento quindi il ritmo per evitare di faticare troppo, sino a quando arrivo in cima a 2754m , sono da solo e non c’è nessuno in giro, è fantastico.

Ne approfitto per fare una sosta, questo che è il mio secondo obbiettivo di giornata merita di essere goduto a pieno, quindi 20min me li concedo.


Mangio l’ultima barretta, bevo e scambio qualche messaggio veloce prima di mettere via il telefono.
Mi godo il paesaggio, è incredibile la quantità di cime che riesco a vedere.
A nord Ovest la catena del Latemar, Catinaccio, Sasso Lungo e Sassopiatto, il Gruppo del Sella e la Marmolada.
A Sud est le pale di San Martino, inconfondibili.

Mi rimetto in sesto e ridiscendo la crestina, sino a incrociare la via di andata, qui però volto a destra, salgo un canale ripido e lo ridiscendo sino ad incrociare il sentiero che porta verso Forcella Cece.

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Cresta di Cima Cece

Mi accorgo però che credevo di essere su un sentiero quando in realtà così non è, quindi mi fermo a consultare la cartina e mi accorgo di esser sceso un pò troppo.
Niente paura, tiro un traverso dritto per dritto verso Forcella Cece, che sta alla mia destra e anche qui, saltello dopo saltello su un terreno a dir poco pessimo arrivo in Forcella.

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Forcella di Cece

Una leggera brezza mi accompagna, scatto qualche foto e finalmente sò di aver concluso le mie fatiche, da ora in poi discesa!!!

Scendo velocemente sul ghiaino della forcella abbassandomi di quota arrivando sino ad una sorgente a monte del Laghetto Caserina che è quasi ridotto ai minimi termini.

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Laghetto di Caserina

Mi ricarico di acqua, visto che non se ne trovava molta fino ad ora e mi dirigo verso il Biv. Baito Caserina un bellissimo posto dove poter anche pernottare e rifugiarsi in caso di necessità.

Dopo un opportuna pausa veloce per visitare l’interno del bivacco, riprendo la discesa sul sentiero 336, che mi porta sino al Lago di Cece.
Uno specchio d’acqua stupendo, quasi nascosto dalla vegetazione e completamente isolato.


Qui il sentiero di allarga leggermente e diventa una strada militare che con terreno piuttosto tecnico porta sino alla forestale, che dopo circa mezzora mi riporta al Ponte Valmaggiore, dove un paio di tornanti mi riportano all’auto.

A questo link è disponibile il Tour Virtuale https://www.relive.cc/view/1158580125

Questo invece è un link che riporta ad una gita fatta in passato sempre nelle zone https://trapiantalan.wordpress.com/2013/02/08/262/

 

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3 risposte a "Coldosè – Cima Cece"

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