“Il primo Ultratrail Trentino completamente organizzato da appassionati di montagna e corsa con la preziosissima collaborazione di un infinità di associazioni locali e gruppi di volontari oltre al Consorzio Vigolana che opera su territorio.”

Pettorale Vigolana Trail

Pettorale Vigolana Trail

La mia gara inizia già dal venerdì pomeriggio quando alle ore 18.00 mi porto presso il Campo Sportivo di Vigolo Vattaro per il ritiro del pettorale.
Quest’anno ho il piacere e l’onore di essere un ospite dell’organizzazione.
Dopo aver salutato gli amici organizzatori, in primis Giorgio Giacomelli e tutti gli altri fantastici volontari mi preparo per il Breefing pre-gara.

Breefing

Breefing

Quest’anno la logistica è stata completamente spostata dal paese al campo sportivo, per permettere una concentrazione migliore dei servizi e per non farci fare ulteriori chilometri.
Durante il breefing vengono pre-annunciate le condizioni meteo che quest’anno a differenza dall’anno 2 e 3 di questa gara cambiano radicalmente.
Fino all’anno scorso le temperature erano davvero alte, il caldo asfissiante, tanto che in alcuni casi l’intervento dell’elicottero del 118, provvidenziale come sempre, ha dato il suo supporto ai concorrenti completamente “fregati” dal caldo anomalo.
Quest’anno il clima è più gradevole, tanto che è quasi fresco!!!
Ci viene comunicata l’obbligatorietà di partire con un pantalone che non sia troppo corto, il classico materiale obbligatorio e fondamentale una giacca antiacqua. Dopo il breefing il Pasta party all’Alberto Alpenrose di Vattaro riempie i nostri famelici stomaci con abbondante pasta al sugo o aglio e olio e un buffè di verdure.
Io subito dopo il pasta party mi ritiro a casa per preparare bene l’occorrente per la gara e per andare a dormire presto.

LA GARA

Sabato 4 giugno, ore 5.00

Sono in piedi da un oretta scarsa, ho fatto colazione con il solito piatto di pasta in bianco con olio, controllo lo zaino un ultima volta per verificare di aver messo tutto il materiale obbligatorio e inizio a vestirmi.
Classico completino che ormai mi ha accompagnato in svariate imprese e la maglia del Trail Running Brescia che è cucita sul mio petto con orgoglio ormai da settembre.
Verso le ore 5.15 parto da casa e raggiungo Vigolo Vattaro in buon orario, parcheggio ed esco cercando i miei compagni di squadra.
L’atmosfera è decisamente assonnata, ci sono uomini in maglietta verde che girano di qua e di là, sono gli organizzatori e i volontari, che sono già li sul pezzo!!!
Vado in auto, calzo le scarpe, indosso lo zaino e mi porto verso la partenza, dove Giorgio inizia a dare una controllata agli zaini per verificare il materiale obbligatorio…
Se posso dare un consiglio, ahimè ormai essendo diventato uno sport piuttosto seguito, regolamentato e completo, creerei una sorta di griglia o spazio dove gli atleti ai quali è stato controllato il materiale non è più permesso uscire, così l’organizzazione non ha l’ansia di dover controllare tutti in poco tempo e possono permettersi di fare il check con qualche minuto di anticipo, per far partire i concorrenti in orario!

 

Sono le ore 06.00 e in griglia ci siamo tutti, pronti o quasi, svegli più o meno!!

Partenza Vigolana Trail

Partenza Vigolana Trail

Scelgo come quasi sempre nelle gare lunghe di partire dietro, per darmi un’impostazione di ritmo che non venga in alcun modo influenzata da quelle che sono tutte le “chimiche” del momento!
Viene dato il via e sfiliamo tutti sotto l’arco rosso per poi voltare a sinistra e intraprendere una piccola salita, la quale, dopo numerosi saliscendi piuttosto facili volta a destra per il Rifugio Casarota.
Della descrizione del percorso per la prima parte, ne ho già ampiamente discusso nel mio post del 30 dicembre Vigolana Trail – Nuovo Tracciato 2016.

La salita al Rifugio Casarota cerco di prenderla con le pinze, non posso permettermi di consumare troppe energie qui, nemmeno dopo, ho un lungo viaggio da intraprendere quindi decido volutamente di salire con un passo inferiore al mio, cercando di chiacchierare con Andrea (TRB) e Roberto (conosciuto la sera prima).
La temperatura è comunque frizzantina per tanto non si può bighellonare!!!
Arrivo al Rifugio Casarota, dove sin dall’uscita dal Bosco sento il mio nome a gran voce… Dentro di me penso, “Ma chi è che alle 7.45 di mattina ha la voglia di incitarmi così?“…
E’ Morena e Luigi, sono li che mi fanno il tifo, cerco quindi di mettermi un po in tono e di rispondere ringraziando di cuore tutti!!!
Prima di ripartire racconto questo aneddoto alla Morena, aneddoto che resterà d’ora in poi il mio mantra per tutta la gara quando ho voglia di riposare, basterà fermarsi 3 minuti in uno dei 55 punti di controllo sul percorso e raccontare questa storia.

Ciao, la mia settimana non è stata delle migliori, Sabato scorso ho perso il Cellulare in montagna, qualche giorno dopo l’Orologio GPS. Sono stato però fortunato, l’Orologio era in bagno sulla mensola, il cellulare mi è stato recapitato in un Camping, trovato da un signore che andava in montagna e come me ha percorso lo stesso angusto itinerario… Ma questo non centra nulla diresti??? Eh no…. Perchè si può fare di meglio!!!
Questa mattina, ho chiuso la macchina ma non so dove ho messo le chiavi, volevo avvisare l’organizzazione, ma prima di farlo, il genio qui presente ha pensato bene di spegnere il cellulare per evitare il consumo eccessivo di batteria che il freddo avrebbe potuto causare, ma si è dimenticato, che nel rifacimento della SIM (persa insieme al cellulare) è cambiato anche il PIN, quindi mi ritrovo senza telefono (spento) senza chiavi dell’auto (perse), per favore, potresti avvisare l’organizzazione per dire questo???

Ristoro Rifugio Casarota

Ristoro Rifugio Casarota

Lascio gli amici e insieme alla combriccola saliamo verso il “Bus de le Zole” dove il Soccorso Alpino ci sta aspettando.
Ringraziamo e proseguiamo!!
Da qui inizia un tratto in discesa dove è possibile rifiatare, impostare un ritmo buono di corsa senza però fare prima un paio di prove di volo sui sassi saponati che scendono verso il Cornetto.
In poco tempo siamo sul Cornetto, il tempo è giocherellone, banchi di nebbia salgono verso la cima impedendoci a volte di vedere il panorama, pronosticano acqua verso il pomeriggio ma non ci penso, mi godo quel che c’è ora qui!!!
Discuto con Andrea il quale afferma in modo piuttosto convinto che con un passo così riusciremo a chiudere il Trail entro le 12 ore…
Dentro di me penso, “Questa è esagerazione pura” e parto con una serie infinita di calcoli.

Se al Brenta Trail ci ho messo 14h50 per compiere 64km e 4200d+ è matematicamente impossibile che io tiri giù 2h e 50…. dovrei essere Flash” quindi quel che devo fare ora è gestire e cercare di non accelerare troppo nonostante la gran grinta che sento!

Andrea però in discesa non ha lo stesso passo quindi io prendo il largo e mi avvio verso Malga Palazzo. Un lungo traverso con sentiero sassoso e piuttosto nervoso porta sino ad un bivio dove volto a destra in discesa e inizio il sentiero che porta verso la Malga.
Tratti di boschetto fiabesco si alternano a forestali immerse in questo luogo che non a caso è una riserva naturale.
Pochi metri prima di arrivare al Ristoro ella Malga Palazzo, raggiungo Nunzia, compagna del TRB e con lei arriviamo insieme al ristoro dove riempio la borraccia di liquidi come da programma e mangio qualcosa, ma poca roba, solo per far capire al mio stomaco che non sto ingurgitando solo Gel ma anche qualcosa di solido.
Nunzia riparte a cannone, io non ci sto e scambio due chiacchiere con Marco (Gente Fuori Strada), mi dice che oggi non va, ma non penso si ritiri li…
Reinizio a correre fino a circa un po sotto il prato che porta con un sentiero piuttosto irto verso il Becco della Ceriola.
Nel mentre raggiungo Roberto che con passo felino sta salendo anche lui. Insieme dopo aver scambiato quattro chiacchiere sulla cima con i volontari del Soccorso Alpino, ci diamo alla pazza gioia in discesa.
Tornantini stretti e veloci si alternano a mini-rette dalle quali riaffiorano fastidiosi come uno sasso nella scarpa le radici saponate dei mughi che caratterizzano la zona.
Ogni passo ho paura di fare un volo, le radici bagnate non garantiscono un grip fantastico…
Arriviamo in Malga Derocca, veloce ristoro idrico e via di nuovo in discesa dove stacco Roberto nei tratti di piano e raggiungo altri due del TRB con i quali finiamo gli ultimi km di forestale che ci portano al punto di partenza a Vigolo Vattaro.

Vigolalan1

Vigolana Trail – Passaggio 35km

A Vigolo c’è il “Mangia” (TRB) che ci aspetta, gli batto un 5 e continuo, scendendo sento gridare a gran voce il mio nome, ci sono un po di persone che ci stanno guardando e la cosa mi emoziona.
Batto un’altro 5 al Liba (GFS) il quale mi scatta anche delle foto stupende.

Vigolalan

corro verso il ristoro !! “fameee”

Arrivo al ristoro del 35esimo km, sto bene, incredibilmente bene, ho una scarica di endorfine in quel momento da paura, c’è il sole, ho la pelle d’oca….
Mangio, cioccolata, c’è anche una birra ma la rifiuto, mi ricarico le borracce ma questo giro non prendo più i sali, perché il gusto mi faceva leggermente schifo, quindi decido di sganciare la bomba casalinga, l’intruglio!!!!
L’intruglio non è nulla di dopante sia chiaro, è una miscela di zucchero – sale – spremuta d’arancia – acqua con concentrazioni per 1L ma che stanno in 500ml.
Cammino sino al centro di Vigolo Vattaro per permettere un inizio di digestione altrimenti mi porterei formaggi e crostate sino in Marzola…
Rincomincio a correre in quel punto in cui in allenamento con i Senza Freni mi sembrava di morire… Dentro di me un sacco di punti di domanda…. Perché???
Quindi ancora non ben conscio delle motivazioni che mi spingono a correre dopo 38km decido di andare controcorrente quindi cammino…
Ad un certo punto vedo un’angelo, continuo a camminare, ma è un’angelo??? Cazzo si, è Angelo Civettini con una birra in mano, NON CI CREDO!! Questa si che la bevo!!!! Mi offre generosamente un bicchiere di plastica dove ne versa il prezioso nettare, mi dà una buona notizia, mi dice che sono nei primi 50, che quasi non ci credo…
Continuo la mia marcia dopo un caloro saluto e passo uno dei punti a mio avviso più noiosi del Trail, ma che diventa divertentissimo appena scollina perché davanti a me c’è un prato verde e una striscia di fango marrone divertentissima!!!
I fanghi mi portano serenamente fino ad un ristoro che però sul pettorale non vedo scritto, sto stravedendo???
Arrivo, e un ragazzino mi dice “Vuole dell’acqua!”?
VUOLE DELL’ACQUA????????? Ei ragazzotto, ti sembro per caso vecchio io??? Dammi del tu altrimenti ti sguazzo di fango!!!
Il ragazzo si corregge io riempio la mia borraccia d’acqua e bevo due bicchieri di coca cola (santissima coca cola)!!!
5km circa di discesa su comoda strada forestale (infangata come piace a me), mentre la discendo mi tornano in mente le parole di “Alberto Fondriest”, “Mi raccomando, quei 5km di discesa non farli a tutta perché ti servono le gambe per la salita“, cerco di seguire la mia voce interiore che mi invita a seguire i consigli e mi faccio tutta la discesa con il freno a mano un po tirato…

Arrivo a un bivio presidiato dai Vigili del Fuoco, mi indicano di andare a sinistra e il ragazzo mi fa:” 300m e poi c’è la salita“… Io un po fuori di gabina gli dico “si, 300m di dislivello o di piano?“, “di piano” mi risponde, “si ok, ma di dislivello?” ribatto, “Bohhhh” mi dice e mi fa un gesto con la mano indicando la leggera pendenza del sentiero!!! Douch…..
Corro quei 300m e dietro a una curva si presenta davanti a me un muro…. Guardo a destra, guardo a sinistra, guardo in alto… “Cazzo no, il nastro azzurro è lassù“….
Estraggo i bastonici dallo zaino e piano piano affronto la salita, mi concentro sul respiro, mi viene in mente una frase che mi disse un’amica ad un raduno di scialpinismo un paio d’anni fa “Ogni tanto, ricordati anche di fare dei respiri profondi“!
Così cerco di fare e le gambe sembrano rispondere bene!
Raggiungo la cima della salita, una signora mi indica la strada, che è piana e rincomincio a correre, qualche discesa un po tecnica e fangosa mi dà un po da tribulare, ma con calma e sangue freddo l’affronto fino a raggiungere un concorrente il quale mi chiede se voglio passarlo ma rispondo d no, perché sapevo che da li a qualche km ci sarebbe stato il ristoro e sarebbe stato assolutamente inutile arrivare li pompato per poi fermarmi per bere e mangiare, non penso avrebbe fatto bene al mio stomaco…
Arriviamo al ristoro del Passo Cimirlo, il passo in realtà non lo si vede, pensavo di arrivare al parcheggio dove c’era anche la fontana, avrei volentieri messo i piedi in acqua per una generica rinfrescata ma non c’è nè stato bisogno, usciti dal ristoro inizia a piovere.
Macché dico piovere, inizia a slavare!!! Metto la giacca antiacqua la quale dopo circa 30min di salita inizia a tenere solo il vento….
Risalgo i tornantini che portano in Chegul e mi viene in mente le parole di Francesca che qualche anno prima mi disse “di qui passa la Vigolana Lunga” e io dentro di me “e sticazzi? tanto io non la farò mai“!!!

Affronto ogni curva dei tornantini che risalgono come se stessi arrivando da un momento all’altro alla cima, ma ad un certo punto mi accorgo che di questo “passo” non è il caso…
Ad un certo punto incontro una grotta sulla mia sinistra, iniziano gli Stoi e io conosco il posto, perché da piccolino con il campeggio ero stato li, quindi mi ci fiondo dentro e ne approfitto per togliermi la giacca, sbatterla bene, riassettarmi la maglietta, indossare i manicotti perché inizio ad aver freddo, darmi una scrollata dall’acqua e farmi forza.
Sino a qui non ho mai avuto una crisi di testa ed è straordinariamente una figata!!!! La sto gestendo da dio e il ripetermi di questa frase inizia a fomentarmi sempre più!!!
Passo gli stoi, inizia un tratto di piano che corro, poi una salita pseudo cementata….
Raggiungo un concorrente (Federico mi pare..) che con me condivide tutta la salita alla Cima Marzola, cerco di dargli un po di indicazioni circa quel che ci manca, per darci in primis forza l’un l’altro poi per cercar di eliminare quelli che potrebbero diventare pensieri negativi causati dalla forte stanchezza nel fare la salita… (in quel momento il mio orologio segnava 4100m di dislivello positivo).

Lui si racconta un po, è di Padova, io mi giro ed esclamo:” EH NO CAZZO!! Anche qui non se ne può più……..“….

Subito però si corregge, in realtà sono della provincia e originario di Venezia… Ah bom…… Meglio così!!! Quest’anno ho un rapporto con Padova piuttosto particolare!!!
Incrociamo un volontario che ci indica una salita a sinistra, io ricordavo questa salita (Fatta con la Pam anni e anni fa) ma non me la ricordavo così fangosa… sembra di risalire delle scale mobili che scendono…. è davvero provante questa cosa…
Superiamo il punto più ostico e altri tornantini ci fanno guadagnare quota in maniera più comoda fino a quando arriviamo nel praticello da dove si può scorgere la croce di vetta…
Cimaaaaaaaaa esclamo e il nuovo compagno finalmente tira un sospiro di sollievo.
Arriviamo in vetta e succede un miracolo vero e proprio…. Smette improvvisamente di piovere!!!!

Li alla croce ci sono due volontari, un signore e un ragazzo, io mi fermo col signore e gli chiedo un piacere, la stanchezza si fa sentire perché per chiederli in poche parole di scrivere un messaggio all’organizzazione inizio a raccontarli il mio mantra!!! Il compagno nel mentre mi saluta e se ne va… (e te credo, il mio mantra dura almeno 10minuti, poi raccontato in quel momento sbiascicavo anzichè parlare) Io lo saluto sapendo che di corsa ne ho di più quindi non mi preoccupo.
Finisco di parlare col volontario a cui scrocco anche mezza banana, per poi riprendere la mia corsa in fil di cresta. Qui il terreno è HARD!!!!!

Sassi bagnati insaponati si mescolano al morbido e scivoloso fango che su un sentiero non perfettamente piano ma tendente all’obliquo mi fa scivolare ogni volta con il piede all’esterno (un vero calvario)!!!
Arrivo all’inizio della salita alla cima Sud, ultimi metri di salita Alan…. Arrivo in cima e 5 volontari del soccorso alpino se la stanno ridendo… non per me è ovvio, ma io arrivando li dico qualcosa che non ricordo e mi piego sui bastoncini, rifiato e inizio a ripiegarli su se stessi.
Scambio qualche battuta per darmi forza e uno mi fa “Occhio che da qui sino a 300m sotto il Bailoni devi fare molta attenzione“!!!

Inizio ad affrontare la discesa inizialmente camminando, un passo e scivolo di 10cm, un’altro e mi scappa il piede a sinistra, un’altro ancora e a momenti striscio col culo su una piscina di fango, ad ogni curva è un terno al lotto fino a quando arrivo al Bivacco Bailoni.
Qualcosa si accende nel mio cervello, un profumo di caminetto invade le mie narici e come per un momento mi sento “a casa”! Respiro a pieni polmoni e questa sensazione si fa sempre più forte… Sono a casa!!!
Vorrei fermarmi, ma non riesco, il fango mi trascina in discesa, ogni tanto riesco anche a prendere il controllo dei miei piedi e ad alzarli, un secco rumore “ploch”, mi fa compagnia sin dalla cima….
Finalmente abbandono la zona della morte, un tappeto di aghi di pino mi accoglie, rilasso le gambe e mi fiondo verso l’ultimo ristoro, il Rifugio Maranza.
La discesa scende dolce a tornantini anche qui ma la distanza tra uno e l’altro è maggiore quindi riesco a rilassare il corpo nonostante tutto.
Mentre scendo penso a lei, a Raffaella, cerco di capire dove sia potuta accadere la tragedia che ce l’ha portata via e con estrema attenzione e silenzio inizio a percorrere quei km maledetti…
Raggiungo il compagno di cima, lo supero, raggiungo un’altro supero pure lui, ma cosa ho oggi?? in discesa scendo a ritmi che per me sono pensabili solo su una 20, 30km e invece…
Arrivo al Rifugio Maranza e i volontari mi applaudono, mi inchino a loro e alla loro caparbietà, io preferisco 10 volte fare un trail da 70km che una giornata fermo in un punto a prender freddo…

mi raggiunge il Veneziano e mentre con la mano pulisco una panchina lui esclama a gran voce “NUOOOOOOOOOOOOOOOO non FARLOOOOOOOOOOOOO!!!!” Io penso: “che sarà mai un po di fango sulla panchina???? “No, non è per quello, è che non ti alzi più….” “Seeeeee, ma per chi mi hai preso???

Chiedo del limone, ne vedo uno intero, la ragazza mi dice “aspetta che te lo taglio” io le chiedo solamente di tagliarlo a metà, dopo di che ne sbrano mezzo con ossa, scorza e tutto e ci bevo dietro dell’acqua, ricarico la borraccia, mi mangio 2 manate di cioccolata fondente e rincomincio la mia corsa.
Qui so che mancano 5km me l’hanno detto al ristoro, il mio orologio segna 63km…. (ce qualcosa che non va?)!!!
Mentre riparto piano piano lentamente con la mia corsa faccio un punto della situazione:” Alan, sei al 62esimo non mancano 3km ma 5 come detto dai volontari, cosa sono 5km di discesa? non può succederti più nulla ora, nessuna crisi può fermarti, si tratta di gestire la discesa e l’ultima minisalitina! Dai su, ce la fai, non hai male alle gambe, il piede non ti ha dato fastidio, il fiato è ancora buono, i quadricipiti anche…. hai finito 30km in condizioni peggiori!!! su su!!!

Finito il breefing interno inizio ad aumentare il passo, piano piano, senza strafare, il ginocchio che prima iniziava a dare fastidio sembra che con una corsa tecnicamente ponderata non dia fastidio, quindi Alan vai cazzo!!!!
Mi bevo letteralmente il sentiero tecnico che dalla Maranza porta sino alla Forestale sopra Vigolo, affronto la forestale a un ritmo da pazzi, sono sul 6.50min/km, al 65esimo non è una velocità da bradipo….
Inizia la salitina proprio quando incontro un gruppo di ragazzi in un furgone che mi fanno i complimenti e mi incitano, corro tutta la salita e sento che ancora ne ho, ne ho tanto!!!
Bip Bip, l’orologio mi segnala 67km e nello stesso momento appoggio il mio piede sull’asfalto, mi giro a destra e vedo due gommoni rossi!!!!
Qualcosa mi parte dallo stomaco e risale lentamente verso il diaframma, la gola….
Mi giro a destra ancora, per controllare bene, i due archi ci sono ancora, sono a Vigolo Vattaro!!! Non ci credo, non è possibile, raggiungo un paio di volontarie che mi applaudono e inizio una discesa su asfalto che inizio a tirare sempre più, ho una gran voglia di arrivare, di far festa, di urlare!!!!
Mentre percorro questi ultimi km rivivo il viaggio del mio Vigolana Trail nella mia mente e non posso che emozionarmi, non sono fatto per essere un duro con me stesso, non devo e non voglio più esserlo, quindi mi lascio andare, tanto Alan sei da solo…. fottitene e sfogati!!!

C’è un ragazzo in fondo alla discesa che con una paletta apre le braccia e mi regala l’onore di poter passare di corsa su una strada trafficata senza guardare a sinistra e a destra… Vi assicuro che se non ci fosse stato, dopo 60+ km in montagna io sarei passato lo stesso nello stesso modo !!

prendi la strada bassa dove ce la fermata e svolta a destra
SI CAPO!!!!” intanto mi ridevano anche le scarpe!!!
Continuo dritto poi a sinistra vedo un prato con le balise, svolto e corro!!!
Vedo a meno di 300m in linea d’aria i due gonfiabili, ora molto più vicini, inizio ad aumentare il ritmo, mentre già sento il mio nome dal palazzetto.
C’è un’ultima salitina che io affronto a tutta, intanto tutti i miei compagni di squadra mi stanno facendo il tifo, sto esplodendo di felicità non riesco a contenermi, affronto l’ultima discesina mista erba/fango in modalità slalom e taglio il traguardo!!!!
Ad aspettarmi al traguardo tutta la squadra di cui faccio parte, il Trail Running Brescia, il Mangiavini, un personaggio vero ed unico, mi abbraccia e mi scatta una foto!!

65km 4200d+ Arrivo Vigolana Trail

65km 4200d+ Arrivo Vigolana Trail

 

Un gran applauso, Giorgio Giacomelli mi si avvicina e mi dona il preziosissimo premio Finisher, uno zainetto Merù di ottima fattura.
I ragazzi del TRB mi fanno tutti i complimenti, io sono incredulo, 11ore e 30minuti segna l’orologio, non credo proprio, io che fino alla mattina credevo che mi sarei ritirato poco dopo per il dolore al piede avevo comunque dato un pronostico di 13,14 ore, anche ai miei amici.

Un unica persona contava sulle mie capacità reali forse un po per incoscienza o forse perché facendo un ipotetico 1+1 ha pronosticato per me il tempo di 10 ore… (seeee magari…) ma lei al traguardo non c’era, come non c’erano gli altri amici che avrei voluto vedere, ma questo non è colpa loro, ripeto, è colpa mia, perché ultimamente ho la testa per sbaglio e se non avessi spento il cellulare ora il finale sarebbe stato molto diverso, ma la sostanza, quella vera, NO!!!

Conclusioni post-gara

Io sono l’artefice del mio successo, io ho portato avanti un piede dopo l’altro per 67km e 4200m di dislivello positivo e negativo, io solo mi son dato la forza all’inizio dell’ultima salita quella che per me è stata la vera fatica, io ho pianto per me stesso di gioia ripetendomi “Cazzo Alan, cazzo Alan!” “ma chi sei?”, io mi sono congratulato con me stesso e ancora ora non riesco a capacitarmi di tutto ciò.

E’ vero, non è una novità per me, ho già fatto il Garda Trentino Trail in autogestito, il Dolomiti di Brenta Trail (64km 4200d+) in 14h50min in ambiente completamente diverso da quello della Vigolana, ma questa gara, mi mette i brividi.

Con il mio successo di ieri ho chiuso un cerchio, un cerchio bellissimo, fatto di preoccupazioni, dolori, ansie, pianti, sconforto, tensioni, litigi con gli amici, tensioni con chi mi voleva bene, incomprensioni con chi ha provato a dimostrarmelo ma io ero troppo accecato da me stesso, dalla montagna, dalla corsa, in compenso però ho anche provato gioia, soddisfazione, esaltazione, conoscenza di me stesso e di un sacco di persone, tutti fantastiche, perché chi corre in montagna e lo fa per passione non è più lo stesso, chi fa le cose con passione, con amore lassù tra le rocce e il profumo di legna non può scendere ed essere sempre la stessa persona, io non ci credo, perché in 5 anni sono uscito da uno dei periodi più neri della mia vita grazie alla montagna!!!
L’abbraccio che diedi a Herbert alla fine del Dolomiti di Brenta Trail è un abbraccio che è durato altri 9 mesi, un abbraccio ricco di emozioni, di fatica, di lavoro duro per cercare di coronare la mia “mini-carriera” di ultrarunner, che iniziai proprio qui, a Vigolo Vattaro quel famoso giugno, sotto l’acqua.… Quei 35km con 2000metri di dislivello, cose per me impensabili…
Oggi sono qui che scrivo l’articolo del mio successo più importante, la coronazione di un sogno, l’aver raggiunto la cima che sin da “piccolo runner” sognavo a bocca aperta (e qualche bavetta).


Pettorale a fine gara

Pettorale a fine gara


Dedico questa gara a un po’ di persone, le persone che hanno contribuito alla mia crescita sportiva e personale, a chi, mi ha sopportato, a chi anche involontariamente ha contribuito al mio successo in questi anni.

Francesca Furlani, Francesca Toniolatti, Alberta Miori (preziossimi i suoi consigli);
Marco Facchinelli (Fisioterapista);
Claudio Tavernini (allenatore dell’Atletica Clarina) e Luisa Merz (Presidente e fortissima atleta);
Herbert Lorenzoni e gli amici del Trentino Trail Running (Ultrarunners);
Flora, Enrico, Michele, Francesco, Gianpaolo, Marco, Angelo, Federica e tutta magnifica squadra del Trail Running Brescia;
Emanuele, Fabrizio, Michele, dei Gente Fuori Strada, i primi due anche del “Gruppo dei Buoni!”;
Luisa Campegher (Runner);
il pazzo che con me ha iniziato a correre in montagna, Davide Pallaoro e tutti i miei colleghi Runner, Livia, Emiliano, Maurizio;
Antonella Bergamo (dermatologa che in primis ha creduto su di me invitandomi anche al Film Festival della Montagna);
Luca Pellegrini il più pazzo e figo triatleta che conosca;
Giorgio Giacomelli (volontario e organizzatore del Vigolana Trail che ha creduto in me donandomi la possibilità di essere per un week end un Top Runner) e tutti i membri dell’organizzazione;
Vladimir Molinari: una persona che vorrei rivedere al più presto nel circuito Trail/Ultratrail;
Luca Bortolotti la prima persona che mi ha portato in montagna facendo mi fare quasi 2000d+ il primo giorno….
A tutti gli amici che ogni volta che gli parlo di corsa montagna mi dicono che loro sono out e che si sentono fuori luogo.
Ai miei medici e a tutte le persone che hanno ricevuto un trapianto d’organi o sono in lista d’attesa, perché non mollino mai, perché lo sport e la passione ripaghi abbondantemente il loro periodo di sconforto come è successo a me.

5 risposte a "Vigolana Trail"

  1. Ti ho riconosciuto, forse non ti ricorderai, ma l’anno scorso ho scambiato qualche parola con te sulla cresta del Cornetto di Folgaria. Quest’anno ero di nuovo sulla 35 km. Il tuo racconto mi ha emozionato e fatto venire l’acquolina in bocca… chissà forse il prossimo anno…. la lunga. Congratulazioni sei un grande!

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    • Ciao Andrea, così su due piedi mi viene difficile riconoscerti anche perchè non ho una tua foto, ma sono certo che la distanza Lunga se sono 2 anni che ripeti la corta la puoi affrontare, è sufficiente avere pazienza, determinazione, cuore e vedrai che tutto il resto verrà da se!!! Ti auguro in bocca al lupo!

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  2. Quando un uomo lotta contro la vita, per la vita. Quando un uomo lotta per se stesso, contro se stesso. Quello é un eroe. Un eroe dei nostri giorni.

    Ho divorato il tuo racconto. Grazie di questa esperienza.

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