E’ sempre difficile raccontare una sconfitta, sopratutto quando il motivo per il quale sei costretto a rinunciare rievoca quella sensazione di impotenza che in passato provavo quando iniziai a correre… Sembra di essere tornato indietro di 4 anni…

Non metto in dubbio tutti i consigli ricevuti, è che dar consigli lo stesso giorno in cui ti ritiri è come parlare al vento… Nessuno ti ascolterà mai e se lo farà sarà solo per circostanza… In quelle ore in quella giornata cerchi solo di non pensarci e di mettere via tutto.

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Ore 3.30, suona la sveglia sono carico, lo zaino è pronto, mi faccio una doccia risvegliante e faccio colazione, non troppo abbondante.
Alle 4.30 ho appuntamento con i ragazzi che vengono da Levico per andar giù insieme.
Mi incammino e aspetto i ragazzi nel parcheggio del Galletto, che puntuali arrivano in pompa magna.
In poco più di un’ora raggiungiamo Salò e parcheggiamo nel parcheggio antistante lo stadio.
Prepariamo la sacca da consegnare e facciamo il ritiro pettorale.
Appena arrivo ho una gran accoglienza calorosa, nonostante l’orario piuttosto infame rivedo certi amici, vecchi e nuovi.
Mi presento al ritiro pettorale dove trovo il Presidente del TRB Michele Mombelli e Giampaolo Guindani detto GP, un sorrisone e il 171 è mio!!!
Entro negli spogliatoi dello stadio per cambiarmi e mettermi in assetto gara, l’adrenalina inizia a farsi sentire, nella stessa intensità della puzza di m… che infesta i bagni…
Sembra che la gente che corra ultra distanze mangi la sera un piatto di gatti morti condito con piccioni e cose simili, perché in bagno si trova di tutto, un arcobaleno di colori!!! WOWWWW!! Iniziamo bene la giornata, alle 6.30 la mattina!!!

Iniziamo il trasferimento by foot verso il lungo lago di Salò dove ci portiamo in zona partenza.20160409_065309

Per un motivo a me imprecisato mi ritrovo nelle prime file, accanto a me vedo Fulvio Dapit, il mio consigliere Carlo Salvetti ed altri super atleti dell’Ultratrail, mi sembra di essere totalmente fuori luogo!!!
Michele Mombelli cerca in vano di comunicare alcune informazioni di servizio (Breefing) con un microfono e un’altoparlante che a mala pena riesce a raggiungere la terza fila, questo perché già gli atleti se la stanno raccontando..
Talvolta mi domando se una persona prima di affrontare 75km sia consapevole di quello che fa, per me dare attenzione al breefing è quasi di vitale importanza, possono sfuggire delle comunicazioni che è sempre meglio sapere.
Alle ore 7.00 viene dato il via e parte la gara…20160409_065432

Il ritmo è tutto sommato buono, non ho affanno, non sono partito a cannone, le salite le sto correndo tutte, fatto sta che cm sto andando forte, non va bene, infatti durante una discesa al 6sto km sento la voce di Enrico e dentro di me penso (PIRLA , sei un PIRLA, non puoi starli davanti già dall’inizio, lui è oggettivamente più forte e tu se li stai davanti o anche se parti davanti non avrai tante speranze)…
Enrico mi supera in una discesa e mi accorgo del fatto che in discesa sto frenando…
Ho paura, si, perché ho messo le New Balance , e già inizio a sentir male al piede, a quell’osso del piede che per tutta la gara si farà sempre più sentire…
“Chicco, io sto benissimo, me la prendo con comodo non preoccuparti!”, passa neanche un km che inizio a sentire dolore ad un ginocchio, inutile raccontare qui il vocabolario di bestemmie che dentro di me suonavano come un boato….
Mi impaurisco ancora di più, rimango contratto, ma continuo a correre, i piani non sento nulla, le salite neanche, la discesa inizia a diventare scomoda, penso subito al Bestone e alla discesa a Limone, sono già 68km avanti con la testa e questo è il segno che a mente lucida riesco a riconoscere come il primo avvertimento di un fallimento totale.
Sin dall’inizio inizio ad alimentarmi, 75km non sono da sottovalutare e grazie ai consigli preziosissimi della mia grande amica Alberta Miori, ho un’arsenale di pozioni magiche home-made e cibo dietro da potermi permettere di saltare tutti i ristori!!
Infatti è così che faccio, salto tutti i ristori che incontro, a parte uno dove faccio solo rifornimento di acqua naturale (che cmq avrei potuto trovare in qualche fontana), questo perché, ho un progetto estivo che richiede l’autosufficienza alimentare completa.

Arrivo a Bogliaco, mentre qualche km prima vengo raggiunto e superato dai primi 4 della BVG Run…
Pensare che in macchina con Lorenzo, Stefano e Riccardo si diceva proprio. “Beh mica saremo così scarsi da farci superare da quelli che partono un’ora dopo di noi???!”.. Dentro di me regna il silenzio di tomba…
Mentre mi avvicino al ristoro sento il mio nome, ovunque, non capisco il perché, mi giro e vedo Lucilla, la saluto le dico che non ce la faccio che ho male al ginocchio e che voglio ritirarmi…
Arrivo al Ristoro, poco prima vedo Danilo incitarmi nell’unico punto di discesa del paese dove inizio a vedere le stelle e non riesco a ricambiare con altrettanto entusiasmo, poi arrivo a vero e proprio ristoro, li vedo Nunzia, poi due personaggi che quest’anno saranno penso il mio punto di riferimento massimo: Il Mangia, personaggio, punto di riferimento, guru, ultratrailer, anche lui, ritirato… un dolore alla gamba lo tortura da un po mi dice Michele ed è costretto come me a gettare la spugna.
Poi al ristoro c’è Marco, un combattente, un vero Orso montano come lo sono io, con la differenza che lui è più serio di me, non ama cazzeggiare probabilmente come lo faccio io, fisicamente più forte, ma con il quale condivido esperienze di vita non da poco!
Con lui mi sono iscritto al Trofeo Ravasio, se non sapete cosa è, prendetevi a sberle, poi andate su google, nella giusta sequenza!!!
A questo ristoro mi fermo, per riempire ancora un po d’acqua e per salutare gli amici, passo il traguardo con il rilevamento tempi e proseguo.
Corricchio ma ogni tanto sono costretto a fermarmi, si acutizza il dolore e io non ne voglio sapere di fermarmi.
Da qui in poi conosco la strada, è tutta salita per 1000md+ e sono convinto che il dolore è gestibile, in salita non fa male per tanto riesco a recuperare non poche posizioni grazie al mio passo…
Mi sento bene, fisicamente in forma e non sono stanco, arrivo alla salita che porta ad una Chiesa, poco sotto l’abitato di Sasso e sto bene, inizia una leggera discesa che già da subito mi fa di nuovo imprecare in mille lingue e qui inizio a covare del tutto la possibilità di ritiro, tanto che riniziata la salita il dolore non sparisce, sono preoccupato perché non mi ricordavo esserci altri ristori sino alla Baita degli Alpini e invece girato l’angolo traaaaac, becco un ristoro con addirittura un punto di segnalazione passaggi, do la notizia al volontario del mio ritiro, prendo il telefono e chiamo Michele Mombelli, il quale dopo circa 30min è li che è venuto a prendermi, ho preferito farmi venire a prendere per non aggravare il dolore, 5km di discesa ulteriori non li avrei retti psicologicamente, non tanto perché non so resistere a certi dolori, ma perché adesso sono mi sento maturato e so che se ne ho la possibilità non devo fare per forza sempre tutto con le mie energie, se posso e non è un problema per l’organizzazione mi faccio venire a prendere.
E’ il secondo ritiro in 4 anni di Trail ed Ultratrail, il primo fu al Trail degli Eroi, dopo 20km…
Inizialmente sono apatico, non riesco a provare emozioni di nessun genere, ne rabbia, ne sconforto.
Scrivo agli amici che mi seguono la mia decisione, mentre vedo i concorrenti passare dal ristoro di Sasso.
Alcuni mi chiedono come sto, perché son fermo, incontro Luca un atletone, uno che ha fatto il TOR, mica scherzi, mi chiede come va, gli dice che mi dispiace, io sorrido e gli auguro buona gara…
Arriva Michele in furgone e mi carica su. Nel viaggio parliamo, non voglio star fermo, voglio partecipare a questo ultratrail, voglio esserci dentro fino al collo…
All’arrivo a Bogliaco rincontro tutti, la mia nuova famiglia, quelli che mi hanno incitato fino ad ora…

Tra tutti rincontro Cinzia, che non ha una bella cera, però è soddisfatta, ha fatto una bellissima gara, qualcuno poi mi dice che è stata davvero forte, io sorrido perché so quel che Cinzia ha passato in questi ultimi giorni e il suo è stato un “miracolo”!!!
Rivedo finalmente Tite, il Mangia, Ciano (Luciano), La Fede e tantissimi altri TRB!!
Decido insieme a Tite e a Roberta di andare a Ustecchio a fare un mestiere infame, ma che è necessario, il controllo materiale!!!
Al 63esimo KM fare il controllo materiale è davvero snervante per il concorrente, mettersi li a svuotarli lo zaino per capire se ha tutto o no è davvero uno stress che non tutti riescono a gestire.

Arrivati ad Ustecchio inizia l’altra parte di BVG di cui mi sono innamorato.
Abbandono il foglio da controllore materiale e prendo in mano la pistola di Wedosport, segno tutti i partecipanti che passano da qui, li incito, vedo la fatica nei loro volti, è una cosa incredibile…
Sono davvero dispiaciuto perché volevo chippare Carlo Salvetti, ma ahimè siamo arrivati troppo tardi, (o lui è arrivato troppo presto), quando mi dicono che è secondo, divento fottutamente orgoglioso di lui, perché so, e anche a fine gara me lo dirà di persona, che i miei consigli sulla gestione del tracciato e della gara sono stati ottimi!!!
Passa la prima donna della Ultra, poi Cinzia Bertasa, incitiamo e con Tite facciamo foto.
Intanto io ne approfitto per fare recupero, alimentandomi al ristoro e bevendo alquante birre…

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GP, Io, Michele Mombelli

I tecnici organizzatori in sostanza presenti ad Ustecchio sono tutti sotto la supervisione di un grandissimo uomo, una persona che come raccontavo a Tite in macchina risalendo la strada per Ustecchio, ho conosciuto alla Limone Skyrace, dotata di grandissima capacità organizzativa e di gran pazienza e sopratutto un gran comunicatore!!!
Un vero e proprio campione dell’UltraTrail, sia perchè è un forte corridore sia perché è una persona tutta d’un pezzo, provo stima, affetto sincero per GianPaolo Guindani.
Ancora non lo conosco bene, ma sono certo che ho una gran voglia di percorrere con lui kilometri e kilometri e perché no, magari, aiutarlo nell’organizzare, per capire cosa significa essere “al di là del gonfiabile”!
Michele Mombelli, un presidente tutto d’un pezzo, una gran persona, il giusto presidente per un gruppo di runner che in pochi anni conta più di 100 persone tra i suoi iscritti, un gruppo di cui io mi sono perdutamente innamorato, di persone Vere!!!
Il Trail Running Brescia, una società sportiva che seguo tutti i giorni nelle sue chat di Whatsup dove spammo più di un virus di posta elettronica, dove la gente si dà il buon giorno e la buona notte…
Persone così, sono rare da trovare, io ho fatto centro, lo sapevo che quel giorno del Brenta Trail anche se mi sembravo troppo insistente avrei conquistato con onore e gloria una maglia del TRB!!!

Questa sconfitta e vittoria nello stesso tempo la dedico a chi si abbatte al primo ostacolo, a chi si lascia sopraffare dallo sconforto, a chi non ha ancora capito che anche da una perdita si può comunque riscoprire un mondo!!!

 

Una risposta a "BVG Trail – la rinuncia a volte è una vittoria"

  1. Dici bene, che da una perdita si può riscoprire un mondo! Alla fine è andata così, c’é poco da fare, ma sei stato bravo a non buttarti giù, ad essere comunque partecipe di tutto! PS- Mi sono presa a sberle e sono andata su Google a cercare Trofeo Ravasio 😉

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