Val di Fassa – Giro dei 5 Rifugi


La denominazione “Giro dei 5 rifugi” è perfetta per quella che è stata la mia giornata in Val di Fassa ricca di emozioni vere, emozioni che da anni non provavo.
Questa volta non soltanto per la gioia che ho provato percorrendo sentieri, guardando immense pareti rocciose, ma per un’inaspettato incontro!!
La mattina con calma faccio colazione, preparo lo zaino, inserisco la Carta dei 12 Rifugi e parto in auto alla volta di Pozza di Fassa dove parcheggio agli Impianti, successivamente prendendo poi il biglietto per il Bus Navetta che dalla località porta sino al Rifugio Gardeccia 1949m.
Un pò impacciato tra zaino, biglietto e portafogli mi presento all’autista chiedendo se c’erano posti.
Autista:”Per quanti?” Io:”Per uno!!!”, Autista:”Sali”…
Faccio due passi vedo una poltrona libera, alzo lo sguardo e rivedo una ragazza compaesana che non vedevo da almeno 10 anni, seduta li quasi incredula.
Un pò frastornato le chiedo, “Come mai qui?”, non mi ricordavo che lei fosse una gran appassionata di montagna e tutt’ora vedendola non mi sembra in procinto di fare chissà che giro.
Mi chiede in quanti siamo! Io e me stesso!! E te??? Con mamma e nonna!!!
Saluto gentilmente e mi siedo al suo fianco, chiacchierando un pò del più e del meno, d’altronde non pretendo di raccontare 10 anni di vita in 30minuti di tragitto.
Sono davvero sorpreso, non sò per quale motivo, abbiamo avuto compagnie diverse, abbiamo età diverse, se non di molto, però questo reincontro, forse perchè “lontano” da casa, dà più gusto al tutto…
Arriviamo al Gardeccia e comprendo perchè è li, dal bagagliaio del pulmino escono due super valigie da svariati kg ciascuna, mi informo e mi dice che farà una mezza stagione al Rif. Vajolet, dove starà li come cameriera.
Tra il Gardeccia e il Vajolet c’è circa un’ora di strada, dopo aver organizzato il tutto ci incamminiamo, decido di non fare come sempre, andare a cannone e salutare, ma di accompagnarla fino al Rifugio.
Ci si racconta un pò e così arriviamo fino al Vajolet, con mamma e nonna al seguito.
Lascio loro il mio numero di cellulare, almeno il ritorno avevo il piacere di accompagnarle visto che erano arrivate fin lì in Pullman da Bolzano.
Dal Vajolet 2243m quindi mi incammino verso Passo Principe 2061m, con l’obbiettivo di scendere fino al Rifugio Bergamo 2134, dove dovrò fare il Timbro per la carta.

Passo Principe

Passo Principe

La salita è tutta sotto il sole, il caldo di questi giorni è a volte insopportabile, temperature di 26, 27 gradi in quota sono anomale, ma si cerca di idratarsi il più possibile, mantenere un passo arzillo ma non troppo per evitare di imballarsi…
In poco tempo arrivo al Passo Principe, dove chiedo alla Guida le condizioni di discesa del sentiero che scende al Bergamo, mi conferma un pò di neve con tratti di sentiero spariti causa temporale, ma su un terreno ghiaioso è ben facile individuare la linea naturale di discesa, così come un bambino mi fiondo letteralmente in discesa di corsa per tutto il ghiaione fino ad arrivare alla conca sopra il Rifugio.

Pianoro sopra il Bergamo

Pianoro sopra il Bergamo

Un bivio mi manda a sinistra dove in 10minuti arrivo al Rifugio Bergamo.
Timbro, radler e una torta buonissima sono i miei ingredienti per il ritorno.

Ristoro Rifugio Bergamo

Ristoro Rifugio Bergamo

Lo ammetto la torta era buona quanto pesantuccia e rimuovere le gambe per i primi 20, 30 passi risulta difficoltoso, ma dopo un pò mi sblocco e riaffronto i 550m d+ che mi riportano al Rifugio Passo Principe.

Verso il Passo Principe dal Bergamo

Verso il Passo Principe dal Bergamo

Faccio 2 chiacchiere con la Guida confermandoli le condizioni precarie ma non impossibili del sentiero e mi fiondo in discesa di corsa per andare a beccare un sentierino che a mezzacosta mi porta all’attacco della salita del mio ultimo obbiettivo, il Rifugio Re Alberto I 2621m.
Le gambe girano benissimo, il morale è alle stelle, penso a quell’incontro, ma guarda te, il destino a volte… questo mi dà più carica ed entusiasmo e affronto la salita al Re Alberto I in facilità, guardandomi un pò intorno, cercando di imprimere nella mia mente, prima che nelle fotografie l’immagine di quei momenti, che per me sono preziosi!!!
Arrivo al Re Alberto, timbro la carta bevo una coca cola e mi rifiondo giù alla velocità della luce per il sentiero attrezzato, a ritroso da dove son venuto, fino al Vajolet.
Arrivo un pò stanco, ne approfitto per fermarmi dalla mia amica e mangiarmi un bel piatto di pasta al ragù, ormai l’ora di pranzo è passata da un pò, ma la fame quella, non manca mai!! Sbrano il piatto, butto giù una radler.
Mentre faccio tutto questo cerco di telefonare alla madre la quale deve essere in giro per la Valle, ma il telefono sembra suonare ma senza risposta.
Così intanto torno al Gardeccia (esclusivamente di corsa), mi straio nella fontana e successivamente nel prato e aspetto che il pulmino parta mentre mi asciugo al sole.
Il giro per me è finito, ma la giornata no.
Scendo sino a Pozza, arrivo all’auto e mi cambio, riprovo a sentire la mamma e riesco a trovarla, ci organizziamo per il rientro.
Mi balza in mente che in valle ci sono due ragazzi che leggono i miei racconti, così ho voglia di bermici qualcosa insieme.
Sentiti ci si organizza per trovarsi da una parte, ma la mia capacità di orientamento tra i paesi risulta assai scarsa, così una volta arrivato in un punto ho detto loro dove ci si sarebbe trovati.
Si beve qualcosa, si fan due chiacchiere, e con calma poi noi rientriamo a casa….

Gran giornata, contento di aver rivisto un’amica, di aver conosciuto la sua mamma, una persona straordinaria e i due ragazzi.
Pensare che era partita come “l’ennesima giornata in solitaria” e invece….. il Destino!!!

7 risposte a "Val di Fassa – Giro dei 5 Rifugi"

  1. Se ti fà piacere di venire con me io mi adeguo, anche perchè a settembre il 12 ho un Trail molto impegnativo e non devo fare sforzi eccessivi. Dalla Val Duron non sono penso mai stato, forse ho fatto la salita da Mazzin in Val Udai, mi piacerebbe farlo!!! Teniamoci incontatto!

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