Castore 4221m


Castore 4221m
Castore 4221 Alan
Il Castore con i suoi 4221m è una delle vette più battute dagli alpinisti che vogliono godere di un’ambiente mozzafiato con una gita alpinistica di facile livello.
Dall’abitato di Gressoney La Trinitè si prosegue verso gli impianti turistici di Staffal 1830m dove si decide se prendere una funivia o il sentiero che porta al Colle di Bettaforca 2727m dove con il sentiero n 9 si guadagna in 3 ore (noi ne abbiamo impiegate 2) il Rifugio Quintino Sella al Felik 3585 m.
Raggiunto il rifugio già nel primo pomeriggio, ne approfittiamo per cibarci di un orzo caldo e di ammirare stupefatti le foto che nel rifugio ritraggono alcune delle più illustri vette della catena del Monte Rosa e una foto manifesto d un’atleta che con gli sci sulle nevi della val d’Aosta raggiunse con gli sci i 251,2km/h….
La quota si sente, non eccessivamente ma mi sono ben accorto che alcune cose cambiano ed è obbligatorio se non quasi vitale adoperare alcuni piccoli stratagemmi per poter vivere bene senza particolari problematiche. Liquidi: è importante continuare a bere acqua, the, o cose calde, non in grandi quantità, ma a piccole dosi e molto spesso… respirando con la bocca (un medico rianimatore che ho conosciuto su mi ha fornito di queste nozioni) si perde il doppio dell’umidità presente nel corpo quindi è indispensabile anche se non ce ne si accorge continuare ad assumere liquidi.
Al rifugio conosciamo anche alcuni ragazzi di Bolzano, simpaticissimi quanto strani!!!
Una cosa allarmante è quella che ci ha visto protagonisti nel dover spiegare a gente già con all’esperienza salite su ghiacciaio la progressione su ghiacciaio con corda e tutta l’attrezzatura.
Ho visto cordate girare con attrezzature da PANICO, anzichè moschettoni a ghiera moschettoni normalissimi, dall’apertura molto facile  , modalità di arresto in caso di caduta da mettersi le mani nei capelli….
La cosa un pò mi ha rassicurato (anche se così non dovrebbe essere), ma non mi ha fatto cmq perdere l’attenzione su quello che cmq è un ambiente abbastanza ostico.

Così dopo aver passato la giornata in Rifugio e sul nevaio fuori a spiegare alcune manovre alle ore 19 si cena e alle 22 il silenzio regna quasi sovrano nel rifugio.
Passo una discreta notte, alzandomi 3 volte per andare al bagno e consumando 1 litro e mezzo d’acqua sempre a “piccoli sorsi”, per evitare che mi si secchi l’interno   e alle ore 4.30 ci si sveglia, colazione (sempre con difficoltà a queste ore nel mio caso), si formano le cordate (noi siamo in 2) e alle 5.30 le prime iniziano a partire. Qualche decina di minuti dopo partiamo anche noi, per ultimi un pò come se dovessimo controllare la situazione delle cordate più avanti… In totale siamo 4 cordate che nel bene e nel male sono un pò tutte amiche in quanto al rifugio poi ci si conosce tutti !!

Indossati i ramponi, “indossata” la corda nello zaino, picca e materiale sull’imbrago (il solito da ghiacciaio) ci si incammina con passo lento ma costante sul ghiacciaio del Felik che dapprima passa sotto l’imponente cima di Punta Perazzi 3906m poi la traccia taglia sull’imponente cresta dove ci si trova su un pianoro il Colle del Felik 4061m. Da qui si può vedere ben distintamente la traccia che dal Rifugio Quintino Sella parte per andare verso il Lyskamm Occidentale, noi invece iniziamo sul filo di cresta la salita verso la cima.
Un piccolo stop per foto e bere un pò di the caldo e ripartiamo subito all’attacco della vetta. Attraversiamo attraverso una cresta ben affilata ma dalle difficoltà tecniche molto basse le due anticime e poi ci troviamo davanti a un pianoro grande si e nò 6 m quadrati, mi inginocchio, pianto la picca, mi assicuro con il cordino da ghiacciaio e alzo le braccia al cielo, sono sul Castore 4221m, sono le 8.07, un turbine di emozioni attraversa la mia mente, così inizio a scattare un sacco di foto, un gigante Bergheil al mio fedele compagno di cordata e godo della maestosa visuale che mi offre una limpida giornata.
L’occhio cade sempre sulla montagna dei miei sogni, quella che cercavo continuamente anche durante la salita con la coda dell’occhio.. il Cervino..
Non c’è solo lui, si vede inoltre alla sinistra verso ovest (destra orografica), Polluce, Roccia Nera, Breithorn Orientale e Occidentale, Cervino, Monte Bianco (più in là), verso Est (sinistra orografica), Lyskamm Occidentale, Lyskamm Orientale.
Passiamo alcuni minuti facendo foto e bevendo un pò di the caldo e poi ci ridirigiamo verso il Rif. Quintino Sella, che raggiungiamo in circa un’ora e mezza passando il ripido canalino che dalla cresta riporta verso il ghiacciaio del Felik e successivamente al Rifugio.

Un facile 4000, il primo, una bellissima esperienza, direi superlativa, un’esperienza che non dimenticherò mai… la sete di montagna se prima era tanta ora è incontrollabile, la voglia di tornare là oggi è quasi divorante!!!

 

Castore e anticimeColle del FelikLyskamm

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